L’ATHANOR: FORNELLO PER IL FUOCO FILOSOFICO

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Un fornello alchemico in un testo arabo

L’Alchimia è sempre stata associata nell’immaginario collettivo alla ricerca di un metodo da parte di alchimisti del medioevo e del rinascimento per trasformare il piombo o i metalli vili in oro.

In realtà la pratica alchemica ha un’origine ben più lontana nel tempo e si può attribuire a sapienti popoli del passato, la cui conoscenza ha fatto parte di una catena ininterrotta, un filone sapienziale i cui anelli appartengono all’epoca atlantidea, caldea, egiziana, greca, romana, araba, cinese e italico medievale.

Un’origine che risale così addietro la spirale del tempo aveva come patrimonio il custodire delle profonde verità che dietro al velo dei simboli consentivano a chi lavorava nei laboratori alchemici, di cercare di ottenere la così detta pietra filosofale attraverso il passaggio di diverse e importanti fasi.

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Un laboratorio alchemico arabo

Secondo un testo arabo alchemico dell’XI secolo tra l’altro le piramidi venivano considerate come dei laboratori alchemici, anche in virtù della loro progettazione, la cui forma a base quadrata e facce triangolari è anche profondamente simbolica: il 4 era in relazione alla materia, ai quattro elementi, al mondo. Il tre alla Trinità divina (riconosciuta ad esempio in Osiride, Iside e Horus) e il vertice era associato al Sole che con i suoi raggi, i lati della piramide, giungeva ad illuminare la terra, la base, la vivificava e  trasformava. In alcuni casi, il vertice della piramide era d’oro a simbolizzare la divinità e le facce della piramide erano ricoperte di calcare bianco.

Una delle operazioni o fasi fondamentali nell’arte alchemica medievale era la distillazione, le cui origini si fanno risalire all’Egitto e alla Persia per poi essere trasmesse agli Arabi.  E’ una delicata operazione che come tutte le fasi alchemiche può essere interpretata per allegoria in senso più esteriore e fisico oppure in senso più profondo, intimo e spirituale: l’Alchimia può essere infatti definita anche la Scienza dell’Io profondo ed utilizza un linguaggio quasi sempre simbolico per essere praticata e trasmessa, ponendo la coscienza dell’uomo e della donna, al centro dei suoi lavori.

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La distillazione alchemica in Cina

La distillazione è l’operazione capace di separare gli elementi ovvero una sostanza dall’altra, portando un liquido allo stato di vapore per poi ricondensarlo ed ottenerne come estratto l’essenza, vocabolo derivante dal latino “essentia”, derivato di “esse”, “essere”. Un obiettivo dei lavori alchemici era infatti “l’energizzamento” ed il risveglio dell’Io nell’individuo. L’essenza così estratta rappresentava dunque la componente migliore della materia originaria di partenza, privata di tutti gli aspetti più grezzi, pesanti e volgari.

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Athanor Manoscritto Arabo conservato presso il British Museum

Nel laboratorio alchemico, l’alchimista utilizzava mortai, crivelli, crogiuoli, alambicchi, storte, disponeva cioè di vari strumenti utili per il suo lavoro. Tra di essi, un altro oggetto importante per svolgere l’Opera era rappresentato dal così detto Athanor o Athanar o fornello, perchè senza il calore del fuoco nessun lavoro alchemico sarebbe stato possibile e in particolare la distillazione sarebbe stata impossibile. Una proprietà utile al funzionamento di questo fornello era la lentezza: doveva essere costruito in modo da funzionare con poco fuoco, doveva cioè essere alimentato da una fiamma tenue e lavorare costantemente. In questo fornello il sapiente alchimista sapeva che il fuoco doveva bruciarvi senza tregua, fino alla perfezione dell’elisir.

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Marsilio Ficino

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La Tavola Smeraldina

I testi alchemici fanno parte di una cosiddetta “Via degli Alchimisti” percorsa in Occidente da coloro che calcarono la tradizione Ermetico-Alchimistica e di cui la letteratura Ermetica ne rappresentò il corpo dottrinale. Nel 1463 fu Marsilio Ficino (Figline Valdarno, 19 ottobre 1433 – Careggi, 1º ottobre 1499), filosofo, umanista e astrologo italiano che tradusse dal greco al latino i 14 trattati del Corpus Hermeticum, raccolta di scritti attribuiti alla figura sacra e leggendaria di Ermete Trismegisto. Questo trattato considerava la natura come un corpo sacro e vivente, un grande organismo che racchiude in sè i corpi che vi albergano, dotata di un’anima e di un’essenza divina. Una natura che considerava il rapporto tra un grande mondo o macrocosmo e un piccolo mondo identificato dall’uomo detto anche microcosmo e che vi identificava puntuali corrispondenze: secondo questo principio ermetico l’uomo sarebbe specchio dell’Universo.

Proseguiremo a parlare dell’Athanor e del fuoco filosofico in un approfondimento ad ingresso libero che si terrà il 18 giugno 2015 alle ore 21,30 presso la Sede dell’Associazione Archeosofica in via Paleologi, 24 a Casale Monferrato. Per ulteriori informazioni sulla serata potete telefonare al numero 0142.71319.

L’ARTE REALE E LA TRADIZIONE ERMETICA

Flammarion_Mondi_SoprasensibiliL’Alchimia nella sua più intima essenza tratta dei segreti dell’Universo e della rigenerazione spirituale dell’uomo e della donna. A prima vista lo scettico lettore potrebbe replicare: è una scienza, un’arte? Quali origini ha? Che cos’è la Pietra Filosofale tanto ambita dagli alchimisti? E la Grande Opera? Avendo perduto le chiavi di interpretazione dei misteri antichi, della mitologia e dei testi sacri, uomini e donne sono divenuti diffidenti o indifferenti a queste tematiche e potrebbero giungere a frettolose conclusioni considerando l’Arte Reale alchemica come un qualcosa di falso o inesistente, simile ad un miraggio nel deserto.

Per chi non si scoraggia e vuole collaborare per riconquistare la memoria delle nostre divine origini diremo che rispondere a queste domande è ancora possibile in quanto l’Alchimia è esperienza viva vissuta da quegli individui tenaci d’una volontà adamantina che tramite un lento ma inesorabile processo di perfezionamento interiore si sono trovati faccia a faccia con il mistero, traversando nell’intimo del loro cuore e della loro mente, le fasi alchemiche della Grande Opera.

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Ermete Trismegisto – Duomo di Siena

L’Alchimia poggia su un insegnamento non arbitrario ma tradizionale inerente tutti i rami delle Scienze, delle Arti, delle Lettere e delle Filosofie le cui origini si fanno in parte risalire a Thot Ermete, il tre volte grande e tre volte sommo sacerdote Egizio che fu autore della “Tabula Smaragdina” quale sintesi di tutta la filosofia profonda.
Si tratta quindi di una tradizione antichissima che i saggi delle varie epoche storiche e civiltà, in Egitto, Caldea, Persia, India, Italia e Grecia, ci hanno trasmesso sotto il velo di un linguaggio volutamente simbolico ed enigmatico al fine di custodire dalla profanazione la dottrina Ermetica che realizzata, conduce l’Uomo e la Donna rigenerati in Dio, alla conquista della Gnosi Integrale, la Verità che rende liberi.

E’ chiaro dunque che il fine dell’Ermetismo è di natura metafisica e i processi alchemici quali putrefazione, separazione, calcinazione e sublimazione si attuano in noi, cioè nella materia primordiale intelligibile che costituisce i Principi di cui è composto l’Egotermine con cui Archeosofica si riferisce all’Uomo e alla Donna veri – preesistenti alla nascita del corpo fisico, e in cui vi è il riflesso dell’immortalità ed dell’ eternità di Dio.
I Figli dell’Ars Regia hanno voluto lasciarci una testimonianza pulsante tramite sculture, cattedrali e trattati ermetici che sia di esortazione alla donna e all’uomo moderni affinchè inizino anch’essi a “Squadrare la loro pietra” con volontà e disciplina inserendosi in quella strada tracciata e percorsa dai Sapienti di tutte le Tradizioni del mondo antico e moderno.

Si continuerà a parlare di “ARTE REALE E LA TRADIZIONE ERMETICA” presso la Sede di via Paleologi, 24 a Casale Monferrato, giovedì 11 giugno alle ore 21,30. Per informazioni, telefonare allo 0142.71319.

L’UOMO INVISIBILE: RISVEGLIO E SVILUPPO DEI CENTRI DI FORZA-CHAKRA

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La costituzione invisibile

“I sentimenti, che creano in noi la tristezza o la gioia, l’ira o il turbamento, l’amore o la ripugnanza, sono una forza anarchica, come il vapore nella locomotiva. Le nostre idee e la nostra volontà sono il macchinista che utilizza e dirige questa forza. Abbiamo perciò bisogno di controllare il nostro cervello e la nostra volontà se vogliamo essere i signori e non gli schiavi dei nostri sentimenti.”  (IL CONTROLLO DEL CERVELLO – N. IRALA).

Che cosa siamo noi tutti? Nessuno sa rispondere esaurientemente a questa domanda. Grazie alla scienza conosciamo molto sull’anatomia, la fisiologia e la psicologia.

La psicologia (dal greco psychè=anima e lògos=discorso) da sempre si occupa dei processi coscienti e incoscienti che avvengono nella nostra psiche; si impegna ad indagare ed analizzare la personalità, l’infanzia, le reazioni espressive, analizza gli stimoli del mondo esterno in rapporto alla vita psichica, ma tutto questo sembra non essere sufficiente.

L’uomo ha esplorato le altezze e le profondità della terra, ha visitato la Luna, ha inviato sonde e rover su Marte e altri pianeti, osservato i corpi celesti del nostro sistema solare. Grazie alla medicina ha scoperto la natura di alcune malattie che in tempi antichi distruggevano, falciavano intere popolazioni.

Ma l’uomo in quanto coscienza e mente è stato spiegato a sufficienza? Che cos’è il pensiero?  Quali poteri ha la nostra mente?

La fisiologia del sistema nervoso insegna che le percezioni vengono trasmesse per mezzo dei centri cerebrali che ne informano l’anima. Ogni azione scaturisce dall’unione del pensiero e di determinati centri. La mente è costretta a congiungersi con questi centri, e perciò la persona compie delle azioni, diciamo così, disordinate. Ciò non accadrebbe se la mente ed il pensiero fossero controllati dalla volontà.

L’uomo dispone del libero arbitrio, cioè una volontà libera, ma è influenzato da numerose cause tra cui, ad esempio, gli aspetti dei pianeti del nostro sistema solare, studiati da più di 7000 anni dagli astrologi di tutta la terra. Quindi la nostra volontà, è certamente libera ma aiutata o contrastata dalle influenze degli astri.

Con la volontà possiamo modificare il cosiddetto Io, per fare questo è necessario occuparsi, allenare la parte invisibile, dell’uomo risvegliando i suoi centri di forza, i chakra, organi sensoriali, antenne spirituali. L’analisi dei centri psichici, è importante perché essi, interagiscono con le ghiandole a secrezione interna.

Il sangue e la linfa hanno il compito di trasportare le sostanze nutritive nel nostro corpo, ma importantissima è anche la funzione degli ormoni, prodotti dalle ghiandole endocrine (secrezione interna). Come ben sappiamo, le principali ghiandole endocrine sono le gonadi, i surreni, il timo, la tiroide, le paratiroidi, l’ipofisi e l’epifisi. Il sistema nervoso è intimamente collegato non solo all’ossigeno, al sangue e alla linfa, ma anche a questi ormoni.

Il controllo delle funzioni endocrine si effettua attraverso la meditazione su questi organi sensoriali, grazie al potere del pensiero di plasmare. Alchimia_AmpollaCome possiamo fare per dare inizio a questi grandi lavori? Le operazioni sono quelle descritte dagli alchimisti antichi e moderni; si tratta di mettere in pratica i metodi e le tecniche, esercizi mentali che fanno parte delle ascetiche di tipo yoga, Sufico, e ovviamente Archeosofiche, per il risveglio e lo sviluppo di quei sensi che permettono di esplorare i mondi non accessibili ai cinque sensi ordinari. In tutta questa grande operazione può essere di grande aiuto lo studio dei simboli, dietro i quali si cela un significato profondo.

FeniceLa difficoltà di comprensione del simbolismo in generale e di quello alchemico in particolare, non ha però solo la funzione di oscurarne il significato, ma serve anche a trasformare quei meccanismi mentali propri dell’uomo esteriore, dell’uomo comune, rompendone gli schemi razionali in modo da modificarne lo stato di coscienza.

La comprensione dei simboli è tipica della mente astratta, perché dallo studio della costituzione invisibile dell’uomo, sappiamo di avere a disposizione non solo un piano mentale concreto ma anche uno mentale astratto.

Siamo abituati a ragionare con il mentale inferiore, invece la comprensione del simbolo è tipico della mente astratta, un modo di ragionare intuitivo, fulmineo tramite la concentrazione profonda sul simbolo stesso che parla all’interiorità della coscienza, e comunica all’individuo interiore un messaggio specifico di sapienza.

Croce

Si può mettere in relazione con la frase: “LEGE LEGE LEGE RELEGE ET INVENIES OCCULTUM LAPIDEM”, cioè “LEGGI, LEGGI, LEGGI, LEGGI, RILEGGI E TROVERAI LA PIETRA NASCOSTA”: la comprensione sta nel cercare e ricercare, nello sforzo, che mette in atto la parte più elevata di noi, che è la mente astratta.

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I centri di forza

I metalli in alchimia sono quei principi invisibili che formano la costituzione invisibile dell’uomo. Sono considerati metalli perché duri e resistenti da cuocere, formati da piombo, desideri e pensieri che esistono anche dopo la “Putrefazione” del corpo fisico; sono paragonati al piombo per la natura umana pesante che impedisce all’uomo interiore di emergere; si devono trasmutare in metalli nobili o superiori simboleggiati con l’oro: il più perfetto di tutti i metalli. Tutti siamo dotati dei centri di forza, i sensi interiori, ma essi sono malati, ottusi, devono essere curati, risvegliati.

Si proseguirà a parlare di centri di forza e questo discorso giovedì 28 maggio alle ore 21,30 nella conferenza ad ingresso libero presentata dalla Sezione di Casale Monferrato dell’Associazione Archeosofica, presso il Centro Culturale San Secondo in via Carducci, 22/24 ad Asti (Primo piano, Sala Ruscalla). Informazioni al numero 0142.71319 oppure al 333.1014417.

IL LABIRINTO DEI SOGNI

sogni_luceChe cos’è il sogno? Cosa può svelare? Il sogno è uno stato della coscienza durante il sonno, un pensare dormendo, inconscio. Nei sogni si svolge un conflitto fra i desideri e le repressioni del sognatore: lotta fra le brame istintive dell’inconscio e la censura morale. I sogni rivelano i nostri segreti desideri, le nostre paure, i nostri odi, i nostri amoriL’inconscio utilizza i sogni per far emergere desideri nascosti. Questa rivelazione, nel sogno, avviene sotto forma di simbolismo che ha un linguaggio universale.

Non tutti dormiamo allo stesso modo. La personalità di un individuo, sovente, si riflette nel suo modo di dormire, nel comportamento: movimenti, parole, sorrisi, respiri, momenti di veglia. Il significato dei sogni è tanto vario quanto è varia la personalità di ogni uomo. Si dice per esempio che la posizione fetale indichi una natura timida che teme di affrontare il quotidiano, chi dorme a pancia in su, favorisce la circolazione anche se tendenzialmente ha un carattere puntiglioso, chi riposa sul ventre con la gamba rialzata e le braccia tese è un egocentrico, chi stringe e abbraccia il cuscino rivela una profonda insicurezza, paura di non farcela, chi dorme con i pugni serrati cova in se un aggressività, il digrignamento notturno è un’attività del corpo fisico che riflette una tensione.

ragazza_sogniIl sogno è uno stato di coscienza dell’uomo e della donna; anche Shakespeare nelle sue opere riporta lo stesso concetto, esprimendolo in altri termini. Afferma che l’uomo è fatto della stessa sostanza del sogno… che cosa vorrà dire? Attraverso il sogno possiamo conoscere noi stessi in quanto è da considerarsi come una finestra sul nostro inconscio… I sogni ci inviano dei messaggi che dobbiamo recepire e interpretare.

sogno_cieloSe vi sono dei sogni “banali” legati alla vita di tutti i giorni, vi sono anche quelli in cui si possono ricevere dei messaggi più elevati ed entrare in contatto con la Divinità o suoi messaggeri. Di questi sogni eccelsi esiste una viva testimonianza fornita da un’ampia letteratura in diversi testi sacri: nel Talmud ebraico i sogni di profeti appaiono come rivelatori del volere divino; nel Corano i sogni riguardano diversi momenti chiave nella formazione spirituale di Maometto, in special modo importante è la rivelazione fatta al profeta dall‘arcangelo Gabriele quando gli apparve e dettò la prima rivelazione alla quale ne seguirono altre; nell’Antico Testamento della Bibbia molti messaggi provengono agli uomini e alle donne tramite i sogni, basti ricordare il sogno di Abramo, il sogno di Giacobbe o figure come Daniele e Giuseppe, esperti e profondi conoscitori dell’interpretazione dei sogni.

sogno_giuseppeIn particolare la storia di Giuseppe si articola in ben 13 capitoli della Genesi e viene riportata anche nella 12° sura del Corano: in entrambi i testi viene mostrata la capacità di Giuseppe di interpretare i sogni. Egli venne chiamato dal Faraone ad interpretare un sogno che riguardava il destino di tutta la nazione dell’Egitto: il Faraone, nel suo sogno, vide prima sette vacche grasse poi sette vacche magre, prima sette spighe abbondanti e poi sette spighe macilente che divoravano quelle abbondanti.

Giuseppe predice, per il paese, sette anni di abbondanza a cui sarebbero seguiti sette anni di carestia. Quindi il Faraone riesce a scongiurare una calamità naturale all’Egitto. Vi sono altri esempi e la Bibbia descrive chiaramente questa capacità per l’uomo di ricevere dei messaggi in uno stato particolare della coscienza, in cui le preoccupazioni fisiche sono abolite.

labirinto_coloratoFin dall’antichità vi sono stati dei sapienti che hanno studiato e considerato l’uomo e la donna non solo come aggregati di cellule, come macchine più o meno proporzionate ma anche come depositari di un mistero, di un segreto, perché portavano in essi l’immagine e la somiglianza della divinità. Questi saggi osservarono il grano vivo della natura, gli eventi celesti e gli eventi terrestri con un occhio più profondo, con delle capacità sconosciute all’uomo ordinario, all’uomo di oggi, perché percepivano tutta la natura come un corpo sacro e animato, espressione visibile dell’invisibile.

Possiamo dire che, questi sapienti, avevano degli occhi spirituali, oppure dei sensi più sottili, per esaminare questa realtà. Non a caso troviamo lo studio dei sogni fin dall’antichità dove venivano utilizzati per scopi importanti.

sogni_egittoAd esempio nell’antico Egitto i sogni erano considerati rivelazioni della verità, dei veri e propri messaggi in chiave simbolica. Essi erano tutti premonitori per gli egiziani ed erano talmente importanti al punto che qualsiasi classe sociale si rivolgeva ai sacerdoti per comprenderne il significato. La figura del sacerdote era a quei tempi di notevole importanza ed assicurava con la propria vita l’interpretazione di salute, lavoro, amore: se commetteva evidenti sbagli di interpretazione veniva ucciso. Vennero formati dei veri e propri Templi, chiamati santuari dell’incubazione.

sogni_collageInterpretare i sogni non è così facile, anche se il simbolismo onirico si basa su degli archetipi collettivi, cioè un linguaggio universale, per cui ai simboli corrispondono determinati significati: ad esempio il padre, il leone e l’acqua sono simboli differenti a ognuno dei quali sono associati dei precisi significati. Su molti testi troviamo una possibile interpretazione di singoli simboli onirici, ma un’interpretazione autentica del sogno è molto più complessa e profonda da realizzare in quanto l’interpretazione è strettamente legata al sognatore, alla sua intimità e i vari simboli vanno interpretati in relazione tra di loro e nel contesto dell’intero sogno.

sogno_leone_2Il sogno infatti  è soggettivo, perché rappresenta uno stato di  coscienza di ognuno di noi. Se il sogno di due soggetti diversi ha come protagonista lo stesso oggetto ad esempio un leone, per uno può significare ad esempio la forza, il coraggio interiore e per l’altro la rabbia, l’aggressività per qualcosa che sta vivendo in quel momento della propria vita.

Sognare il mare agitato è simbolo di sconfitta, collera, se è calmo la felicità. L’acsogni_fiore_lotoqua ha moltissimi significati: racchiude i contenuti dell’anima che il sognatore si sforza di condurre in superficie. L’acqua è l’inconscio. Può significare bisogno di purificazione, pericoli, timori, incomprensioni, separazione, delusione, se è chiara: fortuna, salute, se è stagnante:  tristezza,  se è torbida riguarda le malattie,  gli affanni e….sognare di camminare sull’acqua è il trionfo

Sonno, sogno, stati di coscienza: un mondo misterioso, un abisso in cui sprofondiamo quando ci addormentiamo saranno oggetto della prossima conferenza, giovedì 23 aprile alle ore 21:30 ad Asti,  presso il Centro Culturale San Secondo in via Carducci  22/24,  al primo piano, sala Ruscalla. Per informazioni, telefonare al numero 333.1014417 oppure al 0142.71319.

IL VALORE DELL’ASTROLOGIA

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Carta del cielo sumerica 3300 a.C.

Nell’antichità, nel periodo in cui la Mesopotamia era la terra madre culla di importanti civiltà tra le quali la Caldea, l’Egiziana, la Sumera, l’Assira l’osservazione del cielo stellato ricoprì notevole importanza perché in quella remota epoca la natura era intesa e vissuta come un grande corpo sacro e animato, espressione visibile di realtà invisibili alla vista e ai sensi ordinari. In particolare Filone e Diodoro Siculo raccontarono di questa conoscenza celeste parlando dei Caldei come uno dei primi popoli ad aver compiuto estese osservazioni del cielo, da cui ne hanno ricavato un vivo sapere.

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Diodoro Siculo (Agira, antica Agyrion, 90 a.C. circa – 27 a.C. circa)

Scrive Diodoro Siculo: I Caldei dunque, che tra i Babilonesi sono tra i più antichi, tengono in quel paese, il posto medesimo che rivestono in Egitto i sacerdoti: imperocché essi sono addetti al culto degli Dei, si applicano per tutta la loro vita agli studi filosofici e traggono principalmente assai gloria dall’Astrologia… E come molto… predicono le cose future… Siccome poi fin da fanciulli cominciano i loro studi, prendono un abito singolare in tutto ciò che riguarda l’Astrologia, tanto perché la loro età è docile, quanto perché assai lungo è il corso della loro istruzione” (Diodoro Siculo, Biblioteca Storica, pag.280). E ancora: “Da molto tempo i Caldei hanno condotto osservazioni sulle ‘stelle’ e primi tra tutti gli uomini hanno indagato nella maniera più accurata i movimenti e la forza delle singole stelle; per questo essi possono predire il futuro degli uomini.”. (Diodoro Siculo. Biblioteca Storica, II,29). Tra i popoli dell’antichità i Caldei divennero nel tempo conosciuti come sapienti e astrologi, tanto che dire “Caldeo” era sinonimo di dire “Astrologo” per le altre genti.

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Particolare dello Zodiaco Egiziano di Dendera – Louvre, Parigi

Lo Zodiaco e i Pianeti rappresentarono per gli antichi osservatori del cielo l’immagine dell’uomo creato a immagine e somiglianza di Dio e l’Astrologia fu studiata da sacerdoti e profeti: a quell’epoca non vi era una netta distinzione tra l’Astrologia ovvero la conoscenza che si occupava di comprendere e usare il linguaggio delle stelle e la conoscenza che si occupava di rilevarle e catalogarle, l’Astronomia.

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Affresco con la raffigurazione della Dea Nut in Egitto

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Zodiaco cinese

L’osservazione del cielo era dunque nei tempi passati patrimonio di grandi civiltà sia nell’occidente quanto in oriente e le Costellazioni rappresentarono le suddivisioni ideali del cielo concepite nella mente dei filosofi alle varie latitudini. Dietro al velo dei diversi simboli che venivano utilizzati da questi sapienti del passato per creare e raggruppare le stelle in Costellazioni, si ritrovava celato un medesimo e profondo significato da loro scoperto in virtù del potere della meditazione che faceva comprendere e assimilare l’essenza che stava dietro ad un pianeta, una stella o ad un insieme di stelle. Questa profonda conoscenza venne dunque espressa in simboli solo all’apparenza molto diversi, appartenenti ad un determinato popolo o cultura: pensiamo alla differenza tra i simboli egiziani, indiani, cinesi, tibetani e greci che vennero usati per rappresentare i pianeti o stesse porzioni di cielo stellato.

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Clemente Alessandrino (Atene, 150 circa – Cappadocia, 215 circa) – Dipinto di Andre Thevet (1584)

Secondo gli storici, l’Astrologia e l’Astronomia che nell’antichità rappresentarono un’unica materia tesa all’osservazione e alla comprensione del cielo stellato, iniziarono a distinguersi a partire dal II° secolo d.C., nel periodo in cui visse il grande teologo, filosofo e scrittore Tito Flavio Clemente Alessandrino che lasciò versi splendidi nelle sue Opere. In particolare in “Estratti Profetici”, in alcuni passi espose frasi che indicavano in modo esplicito la vera natura degli astri: “Gli astri, corpi spirituali sotto il vigile governo di angeli con cui sono in relazione, non sono le cause della nascita, ma possono designare le realtà presenti, future e passate… degli uomini” . 

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Gerolamo Cardano (Pavia, 1501 – Roma, 1576)

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Zodiaco all’interno della Chiesa di San Miniato a Firenze

Astrologia e Astronomia si differenziarono poi nettamente nel XVII° secolo in un periodo storico in cui Giovanni Keplero, Galileo Galilei, Andrea Argoli, Gerolamo Cardano furono solo alcune delle eminenti personalità che studiarono l’astrologia  a cavallo del tardo medioevo e del Rinascimento: epoche che prepararono la fase storica successiva di affermazione della ragione con l’Illuminismo, periodo in cui il pensiero logico e formale vedeva la sua importante affermazione. L’Astrologia ed i suoi simboli, che prima erano capiti, interpretati, vissuti e posti all’interno di importanti strutture religiose, Chiese e Cattedrali, risentirono di una perdita di comprensione del loro profondo valore, della loro sacralità.

Galileo stesso era riuscito ad intravedere l’importanza del valore dei numeri e della geometria nel creato quando scrisse: “La filosofia è scritta nel grandissimo libro che è l’Universo, in una lingua matematica i cui caratteri sono triangoli, cerchi ed altre figure geometriche. Senza questi è aggirarsi in un oscuro labirinto.” (Il Saggiatore, Cap.6).

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Affresco del 17° secolo – Cathedral of Living Pillar in Georgia (Europa)

Secondo una visione più profonda dell’intuizione galileiana, si può affermare che anche il movimento della storia, il suo divenire, sia regolato da vibrazioni numeriche, planetarie e stellari. L’evolversi delle coscienze si realizza in virtù del travaglio fisico e psichico prodotto dalle combinazioni astrali, espresse anche da determinati personaggi che arrivano nel bene o nel male a condizionare i popoli: si pensi ad esempio alla famosa e talora pesante congiunzione di Marte e Nettuno appartenuta a personaggi quali Lenin, Trotski, Stalin, Robespierre, Mussolini, Hitler, Napoleone Bonaparte, che hanno travolto le masse nella violenza delle loro imprese di morte ma al tempo stesso di sprone agli animi, anche per la reazione al male che alcuni di costoro hanno commesso (ASTROLOGIA MONDIALE – T.Palamidessi).

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Zodiaco posto sulla facciata della Chiesa di San Domenico a Casale Monferrato (edificata dal 1472 al 1506).

La comprensione degli effetti dei campi di forza generati dai pianeti e dalle stelle è dunque l’oggetto di una disciplina assai vasta, l’Astrologia conosciuta e studiata da geni della storia nella scienza, nell’arte, nella filosofia, nella teologia, nella psicologia e al tempo stesso più recentemente incautamente trascurata oppure banalizzata per via della difficoltà non immediata di valutarne l’origine, il funzionamento, gli effetti degli astri nell’Universo e sull’Umanità.

Lo studio di queste forze sottili, all’apparenza inesistenti, ma che operano costantemente sulla vita biologica, psichica e spirituale dell’umanità sarà l’oggetto di alcune lezioni di approfondimento che si terranno per alcune settimane a partire da giovedì 12 marzo alle ore 21,30 presso la Sede della Sezione di Casale Monferrato dell’Associazione Archeosofica in via Paleologi, 24. Per informazioni, telefonare al numero 0142.71319.

 

REINCARNAZIONE, KARMA E VITE PASSATE

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Ruota della reincarnazione – Baodingshan, Dazu, Cina

L’anima esiste? Sopravvive alla morte fisica? La reincarnazione ci insegna che la morte non rappresenta la fine della vita, ma costituisce per gli individui una trasformazione, una nuova destinazione per l’anima. Diversi testi religiosi tra cui la Bhagavad-gita, il Papiro egizio di Anana e il Bardo Thodol, conosciuto in occidente come “IL LIBRO TIBETANO DEI MORTI”, parlano del ritorno ciclico dell’anima nei corpi. Oltre alle religioni tra cui l’indiana, la buddista e il taoismo, che contano complessivamente quasi due miliardi di fedeli al mondo, di reincarnazione ne parlarono anche grandi filosofi della Grecia antica tra cui Pitagora, Socrate, Platone, Plotino, Empedocle che la sostennero, esprimendo il proprio pensiero sulla morte e il ritorno ciclico nei corpi.

Origene

Origene

Tra i primi Padri della Chiesa, Origene, teologo e scrittore cristiano di altissimo valore e acume spirituale, che nacque ad Alessandria d’Egitto nel 185 d.C. e morì a Tiro nel 254 d.C dopo aver subito la tremenda persecuzione anticristiana dell’imperatore romano Decio, scrisse nella sua Opera magistrale De Principiis, commentando l’epistola di S.Paolo agli Efesini (1, 4-5): “L’anima non ha principio né fine. Ogni anima entra in questo mondo fortificata dalle vittorie, oppure indebolita dai difetti della vita precedente…. Il suo operato in questo mondo determina il posto che avrà nel mondo successivo.”.  Nel Contra Celsum (1, XXXII), egli scrive: “Non è razionale che le anime debbano essere introdotte in corpi secondo i loro meriti e azioni precedenti…?” .

In questo senso, la vita terrena rappresenta una sorta di preparazione, un banco di prova, per migliorare o peggiorare la propria condizione evolutiva il cui fine sarebbe il completare il ciclo di evoluzione spirituale.

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San Girolamo

Anche San Girolamo (320 – 420d.C.), traduttore della Bibbia chiamata Volgata, condivise il pensiero della trasmigrazione delle anime e concordò con Origene sul commento al passo di San Paolo agli Efesini: “Per divina dimora credo si debba intendere un laddove dove abitavano le creature razionali… nella loro antica beatitudine… prima della loro discesa ad una più bassa condizione… Donde il Dio creatore fece per loro i corpi adatti alla loro umile condizione e creò questo mondo visibile e inviò nel mondo ministri per la loro salvezza” (XCIV Epistola ad Avito).
Nell’Epistola a Demetriade egli scrisse: “L’ordine delle cose è regolato dal governo provvidenziale che ha sotto di sè il mondo intero; alcune potenze precipitano da una posizione più elevata, altre gradualmente affondano nella Terra; alcune cadono volontariamente, altre sono precipitate in basso contro la loro volontà; alcune per spontaneo desiderio assumendosi il servizio di tendere una mano a coloro che cadono, altre venendo costrette per lungo tempo a perseverare nel compito che si sono assunte”. Poi, dopo aver chiaramente evidenziato il suo pensiero in alcune epistole, Girolamo voltò le spalle ad Origene ed ai suoi discepoli.

Se la legge dell’Evoluzione può essere intesa come il lento processo di trasformazione della materia e della coscienza verso stati sempre più perfetti, tendendo ad un modello di perfezione divina, le leggi della Reincarnazione e della Giustizia Universale, ne rappresentano la sua attuazione nel mondo tramite il ritorno ciclico dell’anima in un nuovo corpo ovvero un nuovo veicolo che consente di proseguire l’evoluzione dell’individuo. Strettamente collegate ad esse vi è la così detta legge del Karma, conosciuta e affermatasi in religioni, filosofie e culture orientali, in special modo l’indiana.

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Dante Alighieri

Il Karma viene concepito come una legge regolatrice di causa ed effetto per cui ad ogni causa corrisponderà un effetto e ogni effetto si rende origine di una nuova causa su ogni piano: il fisico, l’istintivo, l’emozionale, il mentale, lo spirituale. La legge del Karma, similmente alla legge di gravitazione o ogni altra legge naturale, opera, lavora precisamente nel cosmo e nello specifico attua un processo di regolazione del dare e avere fra gli uomini, la natura e fra questi e Dio. Essa venne citata anche in occidente da diversi importanti autori tra cui ricordiamo Dante Alighieri e Seneca, che utilizzarono il vocabolo “Contrappasso” per riferirsi ad essa.

Si può credere o meno alla reincarnazione, ma la possibilità che la vita si estenda oltre l’ultimo respiro è una concezione trattata ampiamente da libri, riviste, trasmissioni televisive, eccetera. Vi sono rilevanti testimonianze che superano di gran lunga lo scetticismo e la possibilità di allucinazione. Oltre alle prove tradizionali e scritturali, anche studiosi e ricercatori dei nostri tempi hanno raccolto non poca documentazione, in particolare di bambini che hanno manifestato ricordi esatti di luoghi, nomi, date ed eventi, fornendo una prova oggettiva del loro ritorno in un nuovo corpo.

buddha_secondaE’ quotidianamente verificabile che ognuno di noi ha difficoltà nel ricordare nei minimi dettagli i piccoli eventi che ci accadono, almeno non a livello conscio sebbene i ricordi vengano registrati dentro di noi in quella parte dell’anima chiamata Ego e più precisamente in un corpo sottile, chiamato “Causale”,  e strettamente legato all’anima del legittimo proprietario. Questo è il registratore di tutti i nostri ricordi più salienti e per accedere alle registrazioni, alle immagini di una vita passata occorre occorre ristabilire un ponte fra la nuova memoria fisica e questo “Corpo Causale”.
Perché ricordare le vite passate e per quale motivo vi sono persone che ricordano e altre che non le ricordano? Quali sono i metodi migliori per ottenere il ricordo delle vite precedenti? Cercheremo delle risposte a queste domande, anche con l’aiuto di alcune testimonianze, giovedì 5 marzo alle ore 21,30, al Centro Culturale San Secondo Via Carducci 22/24 ad Asti (primo piano, sala Ruscalla). Per informazioni, telefonare allo 0142.71319 oppure al 333.1014417.

L’INTELLIGENZA DEL CUORE

Monastero_Monte_AthosNoi esseri umani disponiamo di cinque sensi che rappresentano per noi come cinque finestre aperte sul mondo fisico che ci consentono di vivere e relazionarci su questo piano, vedendo, udendo i suoni, percependo con il tatto la consistenza di oggetti e il loro gusto e sentendo odori e profumi che ci circondano. Esistono potenzialmente e generalmente inattivi ulteriori sensi, di cui però potremmo disporre in relazione a centri che vengono definiti dalla tradizione orientale Chakra o “Centri di Forza”. Essi sono stati definiti come “Sensi spirituali” da alcuni santi della nostra tradizione cristiana come lo furono San Paolo, Santa Teresa d’Avila, San Giovanni della Croce e vennero citati anche da alcuni monaci dell’oriente cristiano, in particolare da coloro che vennero definiti esichiasti tra i quali ricordiamo ad esempio Evagrio Pontico e San Giovanni Climaco che scrisse un libro magistrale: “La scala del Paradiso”.

Uno dei più importanti di questi centri è localizzato nella regione del cuore , prende il nome di “Centro Cardiaco” e può essere considerato il luogo di incontro con il divino.

egitto_pesatura_anima_cuore_piuma Già gli antichi Egizi davano una notevole importanza al cuore e alle sue proprietà; infatti per questo glorioso popolo, che per oltre 2000 anni ebbe un ruolo di primaria importanza culturale, religiosa, economica e militare tra le civiltà del mondo passato, l’intelligenza non riesiedeva nel cervello,ma nel cuore.

Nel testo sacro per eccellenza, la Bibbia, sono riportati numerosi riferimenti all’intelligenza del cuore. Ad esempio nel libro dei Proverbi, 14, 33 è riportato: “In un cuore intelligente risiede la Sapienza” (Proverbi, 16, 21). E ancora “Chi è saggio di cuore è ritenuto intelligente” (Proverbi 16,21). In Siracide vi sono continui riferimenti al cuore, si legge ad esempio “Il cuore intelligente acquista la scienza, l’orecchio dei saggi ricerca il sapere” (Siracide, 18, 15).

gesu_cristoCon la venuta di Gesù Cristo sulla Terra, una nuova forza d’amore di prorompente potenza è stata consegnata al genere umano, ma risulta nascosta, celata, sommersa nella profondità delle coscienze di noi esseri umani, in attesa di essere risvegliata. Quando il Maestro di Galilea era ancora in vita disse apertamente alle masse: “Beati i puri di cuore perchè vedranno Iddio” (Matteo, 5:8) e con ciò è da supporre un riferimento alla purificazione del “Centro cardiaco”. Del resto quando disse “Quel che esce dalla bocca proviene dal cuore” (Matteo, 15:18), volle avvertire che bisogna purificare oltre al centro del cuore, anche quello della gola.

Compito dell’ascesi mistica, che ognuno può praticare è il risveglio di questa presenza sommersa in noi, per iniziare un vero e proprio dialogo con il Divino, anche secondo le preziose indicazioni che si sono venute a sommare nei secoli con le riflessioni dei primi Padri, degli anacoreti del deserto, di asceti, alcune delle quali sono espresse nel preziosissimo testo della Filocalia.

athanorRiflessioni e tecniche che vennero poi riprese dagli alchimisti, cioè da coloro che lavoravano utilizzando un laboratorio e sotto il velo dei simboli indicavano come tenere acceso il fuoco del fornello tramite l’uso dei mantici che consentivano il non far spegnere la fiamma, indicando come mantenere una temperatura adeguata per poter realizzare la Grande Opera.

Se il nostro pensiero viene diretto con la forza della volontà su questo punto sottile, il Centro Cardiaco, si opera nella costituzione un cambiamento: se la volontà viene animata da una precisa intenzione, l’impossibile diventa possibile e possono avvenire la fusione, la dissociazione, l’unificazione, la trasmutazione della materia prima.

gerusalemmeL’Umanità che ha perso la familiarità con Dio e si è dimenticata del modo di accostarsi e rimanere con Lui può, in tempi brevi, imparare nuovamente come rapportarsi con la divinità innanzi tutto tramite la conoscenza del proprio cuore (cardiognosi) per liberarlo dal così detto gioco degli “Opposti” che distrae dal punto Centrale, la così detta pietra angolare scartata dai costruttori.

Di questi argomenti si parlerà giovedì 22 gennaio alle ore 21.30 presso la Sede di via Paleologi, 24 in un incontro di approfondimento ad ingresso libero dal titolo “L’INTELLIGENZA DEL CUORE”. Per informazioni, telefono: 0142.71319.

IL TERZO OCCHIO O CENTRO FRONTALE

Frattale_Volto_Centro_Frontale_Mondi_SottiliLa coscienza umana possiede talune facoltà quali la volontà, l’attenzione, la concentrazione mentale, la memoria e la meditazione. Allo stato ordinario le suddette facoltà rispondono ad una serie di sollecitazioni sensoriali, animiche e razionali polarizzando così la mente  dell’individuo al soddisfacimento di quei beni che ha percepito e individuato come importanti.

Ne deriva perciò che il grado di sviluppo e di evoluzione dell’uomo e della donna dipendono dalle idee che costui o costei hanno. Se si compie un atto volontario di purificazione del proprio intelletto abbandonando le idee inutili ed oziose che quotidianamente coltiviamo in noi stessi ci si predispone al risveglio del cosiddetto centro frontale.

Mediante le opportune tecniche ascetiche é possibile arrivare ad utilizzare questo senso sottile dell’intelletto che ci fu dato per conoscere la verità e le cose divine.

Giovedì 8 gennaio alle ore 21,30 si approfondirà l’argomento in un incontro ad ingresso libero dal titolo “IL TERZO OCCHIO O CENTRO FRONTALE” presso la Sede della Sezione di Casale Monferrato dell’Associazione Archeosofica in via Paleologi, 24. Per informazioni, telefono: 0142.71319.

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LA SALUTE DEL CORPO E DELL’ANIMA

Dalle osservazioni sugli animali, lo studio dei semplici, cioè delle piante, fu sviluppato dagli ebrei, egiziani, greci, etruschi e romani per culminare nel medio evo con gli eremiti, i monaci, medici e alchimisvolantino_saluteti, i quali studiarono sostanze vegetali, minerali e animali per prolungare la vita umana, guarire tutte le malattie, potenziare lo spirito.

Gli Esseni, i famosi Terapeuti, nel cercare le cause che facilitano la guarigione,  scoprirono negli influssi degli astri e dello Zodiaco una importante chiave per sapere in anticipo la predisposizione ai malesseri e di conseguenza trovare la possibilità di curarli. Vennero gettate le basi dell’astrologia medica, definita oggi Cosmopatologia, ovvero la scienza che studia le influenze siderali sul carattere, la costituzione, il temperamento, la salute.

Ai nostri giorni è diffusa la concezione di una “psicosomatica“, perché è stato ampiamente osservato che tra le molte cause della malattia ve ne sono alcune di origine psichica.

Anche l’alimentazione ha una notevole influenza oltre che sull’organismo fisico, sul sentimento e sul pensiero, basta pensare a cosa ci succede se facciamo indigestione, mangiamo  o beviamo troppo, o consumiamo un alimento per noi non adeguato: confusione mentale, pessimismo, svogliatezza, irritabilità ecc.

C’è uno stretto legame tra corpo e mente: se i pensieri modellano l’uomo, ne risulta evidente che una concentrazione su pensieri e sentimenti malevoli, come l’ira, la gelosia, il rancore, l’invidia, o altro del genere, può produrre un disturbo fisico, che si trasforma in patologia più o meno grave, sia per chi ha prodotto il pensiero malvagio sia per l’oggetto verso cui questo pensiero è rivolto. Circondarsi di buoni amici, così come di buoni pensieri, è un’ottima soluzione.

Talora le cause della malattia sono così nascoste, remote, che si devono ricercare nel nostro passato più antico. Le tecniche di regressione mentale praticate da molti psichiatri e psicologi, fino a risalire a quei ricordi che appartengono a vite precedenti, sono metodi terapeutici che in alcuni casi offrono dei validi risultati.

Quindi dobbiamo occuparci della SALUTE DEL CORPO E DELL’ANIMA perché considerando solo il corpo, c’è il rischio di fallire la cura, non si risolve il problema e dopo un certo tempo  la malattia si ripresenta perché la radice, la causa è nell’anima quindi è necessario curare sia l’anima che il corpo.

Asti_Conferenza_Associazione_ArcheosoficaPer curare il corpo ci viene in aiuto il regno vegetale: tantissime sono le piante medicinali a nostra disposizione, ognuna con la sua dominante astrale che indica i tempi utili per la preparazione e l’utilizzo. Sono utili supporti terapeutici la musica, la respirazione, la ginnastica, l’uso del colore.

Si continuerà a parlare di salute del corpo e dell’anima giovedì 4 dicembre alle ore 21.30 presso il Centro Culturale San Secondo di via Carducci 22/24 ad Asti, al primo piano presso la Sala Ruscalla. Per ulteriori informazioni su questo appuntamento ad ingresso libero, telefonare al numero 0142.71319 oppure 333.1014417.