IL DRAGO E LA GARGOLLA

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Gargolla – Duomo di Milano

Nella Cattedrale, la gargolla o garguglia è una figura scultorea fantastica, spesso parte terminale dello scarico dei canali di gronda (erroneamente chiamati grondaie). Sovente è ornata con figure animalesche, fantastiche o mostruose: inizialmente venne scolpito solo il busto dell’animale, con il tempo si prese a rappresentare la figura fantastica nel suo insieme.

Spesso raffiguravano draghi o leoni e di solito l’acqua scorreva lungo la schiena o all’interno della figura per defluire poi dalla bocca. Sono presenti ad esempio nel Duomo di Milano o a Notre Dame a Parigi.

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Gargolla – Duomo di Milano

In quest’ultima Cattedrale queste figure vennero aggiunte in un secondo momento, dall’architetto Eugène Viollet le Duc (1814-1879) solo verso la metà del XIX secolo.

Si parla all’interno della Cattedrale di un Drago da vincere e l’abile alchimista doveva manifestare qualità quali l’essere volenteroso, paziente, silenzioso, audace: solo così avrebbe potuto vincere questa tremenda forza, associabile all’inganno.

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Gargolle – Notredame di Parigi

Principio basilare dell’ermetismo è l’unità della materia, rappresentata dall’Uroboros, il Drago che si morde la coda. Questo identifica la Manifestazione in eterno divenire, un circolo, un circuito senza fine, simbolo per eccellenza della ciclicità: ad un giorno segue un altro giorno, ad un mese segue un altro mese, ad un anno segue un altro anno, ad una vita segue un’altra vita. Di fronte alla nostra vita caduca questa concezione potrebbe non sembrare vera. Eppure si può trascorrere l’intera vita senza aver non dico trovato la Pietra Filosofale, ma per lo meno andare alla sua ricerca, memori di una patria celeste perduta, di una casa da cui proveniamo, da ritrovare.

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Drago con tre teste

Il Drago con tre teste che sputano fuoco, rappresentato in stampe alchemiche, identifica invece 3 principi, i tre fuochi di cui tutti noi disponiamo, la cosiddetta materia dell’Opera alchemica, in relazione a tre fuochi presenti nell’uomo e nella donna, da purificare e riunire. Un fuoco più istintivo e creativo, un altro fuoco più emotivo e un terzo più spirituale e in qualche modo legato ai nostri pensieri.

Metaforicamente il Drago nero sulfureo nasconde una bianca principessa al suo interno, che deve essere liberata: nelle favole il prode cavaliere giunge a liberare la bella principessa prigioniera. Emergono da questa fiaba i due aspetti, maschile e femminile, lo spirito e l’anima entrambi presenti nella costituzione di ogni essere umano. Il fuoco dell’anima che è tiepido, deve essere attirato verso l’alto dal fuoco dello spirito ed ignificarsi, per divenire infine un unico fuoco. Le fiabe  ed i miti tradizionali diventano lo strumento per trasmettere profonde conoscenze di come siamo fatti, di come siamo costituiti a livello più profondo, a livello animico.

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Icona di San Giorgio che uccide il Drago

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San Michele Arcangelo uccide il Drago

Il cavaliere, simboleggiato dallo Zolfo, assume anch’esso molti “Aspetti allegorici”. Egli può essere anche messo in relazione ad Ercole che deve superare le famose 12 prove come fece realmente San Giorgio, il prototipo dell’eroe che schiaccia la testa al Drago. In modo analogo in cui nell’Apocalisse opera San Michele Arcangelo che abbatte il Drago rosso.

Proseguiremo a parlare di simbolismo e Alchimia nel nuovo ciclo “LA SCIENZA DELL’IMPOSSIBILE”, che si terrà a Casale Monferrato a partire da venerdì 10 maggio alle ore 21.00 in via Paleologi, 24 a Casale Monferrato con una serie di incontri ad ingresso libero secondo il seguente programma:

  • ALCHIMIA AI CONFINI DEL TEMPO · Venerdì 10 maggio – Ore 21.00.
  • LE CHIAVI DELLA TRASMUTAZIONE ALCHEMICA · Venerdì 17 maggio – Ore 21.00.
  • OLTRE IL VELO DEI SIMBOLI · Venerdì 24 maggio – Ore 21.00.
  • LA PIETRA FILOSOFALE CHIMERA O CONQUISTA? · Venerdì 31 maggio – Ore 21.00.
  • LA GRANDE OPERA: TECNICHE E SEGRETI DI UNA VIA SPIRITUALE · Venerdì 7 giugno – Ore 21.00.

Per informazioni, telefono 0142.71319 oppure 338.4092394.

SANT’ALBERTO MAGNO E SAN TOMMASO D’AQUINO

San Domenico

San Domenico

In tanti nel Medioevo appresero, studiarono, cercarono di vivere e di sperimentare l’arte regale dell’Alchimia: i veri alchimisti sono stati nella storia degli uomini di purezza e misticismo.

Furono profondi conoscitori dell’Ermetismo e dell’Alchimia alcuni tra i maggiori Padri della Santa Chiesa Romana come ad esempio San Tommaso d’Aquino definito Doctor Angelicus dai suoi contemporanei, dottore della Chiesa ed il suo maestro Sant’Alberto Magno di Colonia considerato il più grande filosofo e teologo tedesco del medioevo detto Doctor Universalis, entrambi predicatori dell’Ordine monastico Domenicano.

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Sant’Alberto Magno di Colonia

Una leggenda medioevale affermava che fu proprio San Domenico ad aver scoperto il segreto della famosa pietra filosofale e lo avesse consegnato nelle mani di Alberto Magno, che lo trasmise a Tommaso d’Aquino.

San Tommaso d’Aquino, autore di oltre 30 Opere, fu autore della “Summa Teologica” e fu così esaustivo, profondo e fine nello scrivere di teologia che René Guenon, scrittore, filosofo, esoterista, intellettuale francese mancato nel 1951, si chiese dove fossero gli studenti in grado di studiare un così importante testo di riferimento di teologia del Medioevo.

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San Tommaso d’Aquino

Tra gli altri testi importanti dell’Acquino ricordiamo il “Tanto Ergum Sacramentum”, inno liturgico  composto per la Celebrazione del Corpus Domini su esplicita richiesta di Papa Urbano IV e dunque il fatto che lavorasse e comunicasse direttamente, personalmente con la carica più alta della Chiesa e che vi fosse una stima reciproca. Di Alchimia egli ne scrisse in un paio di Opere: la prima il De Alchimia (l’Alchimia) e la seconda la Pietra Filosofale. Dunque questi uomini di grande erudizione e fede, ci hanno lasciato dei testi di pregio e valore che testimoniano la vicinanza della Tradizione Alchemica Medievale con il Cristianesimo.

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Sant’Alberto Magno e San Tommaso d’Aquino

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Obiettivo dell’Alchimia fu la realizzazione della cosìdetta “Pietra Filosofale”, capace di trasformare il piombo ed i metalli volgari in oro e di donare l’eterna giovinezza o incorruttibilità dei corpi. La materia prima sulla quale lavorava l’alchimista era costituita da tre principi: lo Zolfo, il Mercurio e il Sale, tutti sempre presenti nel laboratorio alchemico e disponibili a buon prezzo. La materia era sottoposta nelle varie varie fasi dell’Opera al fuoco continuo dell’Athanor, mantenuto acceso dall’azione continua dei mantici e sottoposta a continua distillazione.

Proseguiremo a parlare di questo e di altri simboli alchemici all’interno del nuovo ciclo ad ingresso libero “LA SCIENZA DELL’IMPOSSIBILE” a partire da venerdì 10 maggio alle ore 21.00 in via Paleologi, 24 a Casale Monferrato. Per informazioni, telefono 0142.71319 oppure 338.4092394.

LA SALAMANDRA IN ALCHIMIA

La Salamandra è un simbolo alchemico spesso rappresentato in stampe e sculture marmoree nelle Cattedrali e in Castelli nel periodo medievale.
A prima vista può sembrare che abbia un significato negativo in quanto ha un aspetto simile ad un rettile: il geco, la lucertola, i coccodrilli, gli alligatori, i serpenti e le tartarughe sono classificati nelle scienze naturali come dei Rettili, sono cioè provvisti di squame che ricoprono e proteggono la loro superficie corporea. La salamandra, invece, è inclusa nel raggruppamento degli Anfibi, dotati di una superficie corporea più o meno liscia, sprovvista di squame presenti nei Rettili. Rane, rospi e tritoni fanno anch’essi parte degli Anfibi. Questi animali sono spesso stati raccontati nelle fiabe, in poemi mitologici, alchemici, talvolta in scritti filosofici e religiosi.

Salamandra presso il Castello di Cognac - Francia

Salamandra presso il Castello di Cognac – Francia

La salamandra viene raffigurata in Alchimia con un collo lungo e una fisicità simile alla lucertola, avente però la coda che spesso termina a freccia: in natura ne esistono oltre un centinaio di specie ma in araldica, nel mito e nell’Alchimia è descritta con la speciale proprietà di poter resistere in mezzo alle fiamme, caratteristica che come animale fisico non possiede visto che la pelle umida di questi anfibi li rende estremamente vulnerabili non solo a fonti di calore, ma anche al disseccamento dovuto alla lontananza dall’acqua o dai luoghi umidi.

Questa proprietà le è stata attribuita dando origine ad un nuovo animale e simbolo mitico: una tale capacità in senso allegorico rappresenta il resistere al calore eccessivo esterno ovvero al male, ai nemici, alle difficoltà e dunque simboleggia la costanza, il valore espresso nella lotta, le virtù, una profonda realizzazione.
La salamandra è stata quindi rappresentata con la capacità di saper vivere in prossimità a tizzoni ardenti da cui sprigionano le fiamme e non è consumata dalla bocca del Drago.

Geber (Persia 721 circa – Baghdad, 765 o 822), noto per essere uno dei più importanti alchimisti musulmani, la definisce secondo le seguenti parole:

“Perchè è ciò che vince il fuoco,
e non ne è vinto;
ma vi sta in amicizia,
dilettandovisi”.

L’animale è dunque spesso riprodotto con due fuochi: l’uno cattivo nel quale riesce a vivere e che viene spento da essa stessa, segno di capacità di controllo, di dominio sul fuoco circostante cattivo; l’altro buono, espresso in fiamme emesse dalla sua bocca ad identificare la sua natura ignea in grado di emettere fuoco ad alte temperature.
Paracelso (Einsiedeln, 14 novembre 1493 – Salisburgo, 24 settembre 1541), scrisse un trattato dedicato agli elementali: in questo testo, anch’egli presenta le salamandre dall’aspetto lungo, agile e snello e afferma che abitano soprattutto in prossimità dei vulcani sin da tempi più remoti. Secondo il famoso medico e astrologo svizzero, il rumore di sottofondo proveniente dalla profondità dei crateri, consisterebbe nella continua attività delle salamandre nell’edificazione delle proprie dimore, racconto da leggersi dietro al velo dell’allegoria alchemica: si intenderebbe non l’edificazione della dimora fisica, il giaciglio della salamandra, bensì la dimora filosofale, il luogo filosofico di permanenza della salamandra che è il fuoco, mettendola a pieno titolo in relazione allo stadio finale dell’Opera alchemica, l’Opera al Rosso.
Salamandra è anche definita “Sale di Roccia”: se la Roccia può essere legata alla materia prima dei filosofi, il Sale è uno dei suoi principi, in particolare quello igneo e come afferma lo psicoanalista Jung[1], è equivalente del fuoco: in questo elemento lei nasce, si nutre, cresce e vive.

La Salamandra di Paracelso

La Salamandra di Paracelso

Le salamandre sono animali ai quali in mitologia è anche stato attribuito il dono della parola ma sono definite “Taciturne” e capaci di mantenere, di proteggere e di custodire i loro segreti, preferendo la compagnia degli anziani, dei saggi e delle sacerdotesse: non potrebbe essere diversamente visto che la salamandra rappresenta la realizzazione regale che ha fatto del fuoco l’elemento capace di purificare la materia prima alchemica, ovvero l’essenza dell’Io, dell’individuo immortale. L’anziano in questa allegoria viene visto in virtù della sua maturità, della sua saggezza e le sacerdotesse sono coloro che come le romane Vestali, si fanno portatrici del fuoco sacro purificatore, simbolo in perfetta sintonia con il fuoco della salamandra.

Salamandra emblema regale di Re Francesco I di Francia

Salamandra emblema regale di Re Francesco I di Francia

Il Re di Francia Francesco I (Cognac il 12 settembre 1494 – Rambouillet 31.3.1547), scelse la salamandra come suo simbolo, associandola al motto latino “ Nutrisco et extinguo”, che esprime la duplicità delle caratteristiche leggendarie dell’animale.

Stemma Ufficiale del Comune di Salsomaggiore Terme

Stemma Ufficiale del Comune di Salsomaggiore Terme

Il comune di Salsomaggiore Terme ha incluso la salamandra nel suo stemma, ad esprimere l’importanza che questo simbolo può avere per tutta una comunità.
Ecco come venne descritta allegoricamente da una poesia del 1200 riportata nel volume “Poeti del Duecento” di Bondie Dietaiuti a cura di Gianfranco Contini, Ricciardi, Milano-Napoli, 1960:

“La salamandra ho ‘nteso,
agendo vita in fuoco,
che fôra viva poco
se si partisse da la sua natura;”

La salamandra nel mito vive nel fuoco, mentre fuori dal fuoco vivrebbe per poco perché il fuoco è la sua stessa fonte di vita come per la fenice: dei 4 elementi, il fuoco è simboleggiato dalla salamandra, come anche il drago è talvolta simbolo di questo elemento. Mentre l’aquila è messa in relazione all’Aria, la Terra è simboleggiata dal leone e dal toro mentre l’Acqua è rappresentata dai pesci e dalla balena.
Se si rapporta il simbolo della salamandra al lavoro dell’Alchimista, se ne percepisce il valore dal modo in cui è spesso rappresentata ovvero sormontata da una corona: l’Alchimia addita ad un modo di lavorare che sarebbe tipico di un Re ed essa stessa è spesso definita una Via Regale, tutta da scoprire, conoscere, decifrare, imparare, percorrere e vivere.

La salamandra a volte in Alchimia è detta Melga. Secondo E.Perrot, il vocabolo è introdotto da Michael Maier (Rendsburg, 1568 – Magdeburgo, 1622), medico, alchimista e musicista tedesco, consigliere di Rodolfo II d’Asburgo, per la sua somiglianza con l’ebraico Melech (Re).
Quest’ultimo è un termine alchemico che può indicare il sale e la salamandra è l’incombustibile sale centrale o zolfo nascosto.
La salamandra è dunque il simbolo regale che identifica il lavoro raggiunto e compiuto da parte dell’alchimista, infatti egli stesso dovrebbe allegoricamente essere rappresentato da questo animale: quando la sua coscienza sarà in grado di bruciare tutte le scorie dei metalli e della vita e sarà così infuocata da emettere fuoco, l’Alchimista stesso sarà diventato come la salamandra.

Egli, con l’aiuto del cielo deve ricostituire in sé il fuoco dell’amore divino, sino al punto da diventare come la salamandra, capace di vivere in una luce ed un fuoco, libero da ogni impurità. E’ infine simbolo del lavoro di calcinazione: la cenere calcinata per l’abbondanza del principio di sale fisso è detta Zolfo incombustibile ed è chiamata dai saggi “Salamandra”, detta anche fenice perché queste ceneri altro non sono che il corpo di quella fenice che rinasce dalle proprie ceneri.

Proseguiremo a parlare di questo e altri simboli alchemici all’interno del ciclo “LA SCIENZA DELL’IMPOSSIBILE” a partire da venerdì 10 maggio alle ore 21.00 in via Paleologi, 24 a Casale Monferrato. Per informazioni, telefono 0142.71319 oppure 338.4092394.

[1] – C.G.Jung – ALCHEMICAL STUDIES (STUDI SULL’ALCHIMIA), vol.13, pag.181.

Bibliografia:
● ALCHIMIA TEORICA E PRATICA ERMETICA – Tommaso Palamidessi – Quaderno
n.24.
● POETI DEL DUECENTO – Bondie, Dietaiuti a cura di Gianfranco Contini, Ricciardi,
Milano-Napoli, 1960.
● DIZIONARIO MITO ERMETICO di Antoine Joseph Pernety.
● ALCHIMIA E SPAGIRIA – Patrick Rivière – Edizioni Mediterranee.
● ALCHEMICAL STUDIES (STUDI SULL’ALCHIMIA) – C.G.Jung – vol.13, pag.181.
L’ASCESI ARTISTICA, I COLORI E LA PITTURA – Tommaso Palamidessi –
Quaderno n.27.

TESTIMONIANZE A CONFRONTO

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Scienza è misurare, valutare ed esporre i propri risultati. Vi raccontiamo le testimonianze di persone che hanno vissuto delle esperienze in maniera spontanea o dopo averle fortemente volute, che hanno trovato nelle proprie librerie o soffitte scritti od oggetti che ricordano eventi inusuali o forse più comuni di quanto si pensi, che possono ricondursi a vere e proprie indagini sull’aldilà. Parleremo di quelle esperienze che per l’Archeosofia sono fondamentali per avere la certezza della vita dopo la morte: sdoppiamento, ricordo delle vite passate, ultrafania.
Vi aspettiamo alla Sede dell’Associazione Archeosofica in via Paleologi 24 sabato 27 gennaio alle ore 17.00 con l’incontro ad ingresso libero “TESTIMONIANZE A CONFRONTO”. Per informazioni, telefono 0142.71319 oppure 338.4092394.

ASTROLOGIA ESOTERICA

astrologia_esotericaIl cielo stellato esercita un fascino millenario, sia che venga visto puramente in senso materiale, studiando i suoi meccanismi planetari a dir poco perfetti, sia che lo si consideri un misterioso “foglio” che contiene il linguaggio segreto del Creatore. Così gli antichi intendevano l’astrologia: un linguaggio cifrato tramite il quale poter interpretare i messaggi dell’Assoluto.

L’astrologia, vissuta come scienza sacra, ancora oggi viene in nostro aiuto indicandoci le tappe dell’evoluzione spirituale ed i momenti adatti per provare esperienze importanti, come il ricordo delle vite passate, lo sdoppiamento o i contatti di medianità ultrafanica. Con una ricerca negli archivi astrologici, si possono trovare delle conferme nei tema natale di personaggi che hanno lasciato la loro impronta indelebile a beneficio dell’umanità. 

L’astrologia esoterica, un settore specifico di questa disciplina, che forse ne rappresenta la vera origine, ci permette anche di investigare sul nostro passato remoto, sulle vite che abbiamo già trascorso e forse anche su quella che ci potrebbe attendere nella prossima esperienza reincarnazionistica.

Sabato 20 gennaio alle ore 17.00, ne parleremo insieme ai relatori del gruppo di sperimentazione che ha presentato il ciclo “INDAGINI EXTRASENSORIALI” – approccio scientifico al problema della morte. Vi aspettiamo nella Sede dell’Associazione Archeosofica in via Paleologi, 24. L’ingresso è libero e gratuito. Per informazioni, telefono 0142.71319 e 338.4092394.

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I MONDI DELL’AL DI LA’

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Che cos’è l’aldilà? Esiste davvero oppure è una invenzione formulata dalle religioni per farci abbandonare questo soggiorno terreno pieni di speranza invece che di paura? Se esiste, dove si trova? Nello spazio? Su di un altro pianeta? Cosa ci aspetta dopo la morte? C’è un modo per avere la certezza che qualcosa di noi sopravvive?
Queste e altre domande restano spesso senza una risposta soddisfacente, soprattutto per l’uomo che da sempre è in cerca della verità. Non pretendiamo di dare la soluzione perfetta, ma abbiamo cercato un significato “scientifico” e scoperto interessanti notizie sulla costituzione dell’universo e sui mondi ultraterreni dove risiedono le anime e gli spiriti. Una topografia cosmica tradizionale e moderna al tempo stesso.
Un team di ricercatori esporrà il risultato delle attuali ricerche sull’argomento sabato 25 novembre alle 17.00 presso la Sede dell’Associazione Archeosofica di Casale Monferrato in via Paleologi, 24. Per informazioni, telefono 0142.71319 e 338.4092394.

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GLI STRUMENTI DELLA COSCIENZA

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Studiare per conoscere e sperimentare che l’essere umano non è composto di solo corpo fisico, con il quale si vive ordinariamente la quotidianità, è fondamentale per una presa di consapevolezza che vi è ben altro oltre la materialità.
L’uomo è compenetrato da strumenti sottili, energetici, invisibili alla vista fisica e alla ricerca da laboratorio che si limita ad esaminare esclusivamente la materia fisica. Di questi strumenti sottili se ne parla fin dall’antichità. Già la meravigliosa civiltà egiziana scomponeva l’umana costituzione identificando il Ba e il Ka.

Oggi è ancor più importante imparare a conoscerli per l’importante ruolo che rivestono, sia nel mantenere l’organismo fisico in vita tramite la così detta energia vitale o prana, sia perchè fanno comprendere la struttura di noi esseri umani che si esprime sostanzialmente in un vortice di pensieri, emozioni ed istinti.

La conoscenza di questi strumenti sottili è dunque molto importante non solo per finalità introspettive e psicologiche ma anche per lo sviluppo più cosciente della coscienza e la comprensione della nostra natura, del mondo che ci circonda e dei suoi regni minerale, vegetale e animale e del Cosmo.

Un team di sperimentatori e di studiosi esporrà il risultato delle attuali ricerche sull’argomento sabato 18 novembre alle 17.00 presso la Sede dell’Associazione Archeosofica di Casale Monferrato in via Paleologi, 24. Per informazioni, telefono 0142.71319 e 338.4092394.

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OLTRE LA MEDIANITA’

oltre medianitàAbbiamo tutti percezione di un aldilà di un mondo ultraterreno, per cui molti da sempre incuriositi o per doti naturali o attraverso semplici sperimentazioni, entrano in comunicazione con questo mondo a noi recluso ordinariamente e sconosciuto.

Non è raro il caso di sedute spiritiche fatte a casa degli amici per semplice divertimento o curiosità. Partecipare o anche semplicemente assistere a queste sedute è stato appurato che può recare danni molto gravi alla salute psicofisica.

Tuttavia in antichità tale comunicazione medianica, già era conosciuta e praticata da medium non comuni, chiamati quali Oracoli, Pizie, Sacerdoti che traevano auspici e comunicazioni con l’aldilà chiamato Ade attraverso svariate tecniche che vanno dalla divinazione con ossa al volo degli uccelli, all’interpretazione degli astri.

Nella storia si osservano altri personaggi quali i Profeti, descritti nelle sacre scritture ed è di quest’ultimi a cui porremo l’accento in quanto essi presentano una medianità non comune, che può essere definita Ultrafanica: sono in grado, senza il bisogno di altri apporti, di predisporsi per una comunicazione cosciente, sveglia con Spiriti di alta perfezione, che conosciamo sotto i termini di Angeli, Arcangeli, ma anche Spiriti di Sapienza.

Queste e altre tematiche attinenti l’argomento saranno trattate in una conferenza ad ingresso libero dal titolo “OLTRE LA MEDIANITA” sabato 11 novembre alle 17.00 presso la Sede dell’Associazione Archeosofica di Casale Monferrato in via Paleologi, 24. Per informazioni, telefono 0142.71319 e 338.4092394.

RICORDARE LE VITE PRECEDENTI

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Sono tante le testimonianze a conferma di quella teoria chiamata reincarnazione e dunque è ormai creduto e approvato che non si vive una volta sola. Le anime degli individui ritornano in nuovi corpi fisici (ed energetici) per crescere in sapienza ed amore in conformità alla legge dell’evoluzione ed alla volontà di Dio. La storia non è altro che il campo pedagogico dove noi possiamo imparare quello che ci serve per emanciparsi ed evolvere. Per chi vuole togliersi ogni dubbio la Scuola Archeosofica propone un metodo confermato da molti sperimentatori per vivere l’esperienza del ricordo di una o più vite passate in piena coscienza. Serve solamente un po’ di buona volontà per seguire gli esercizi e gli allenamenti preliminari. Ma alla fine avrete la certezza di essere una forza perenne, non più circoscritta ai limiti imposti dal corpo fisico, una forza spirituale in cammino verso la Libertà.
Un team di sperimentatori e di studiosi esporrà il risultato delle attuali ricerche sabato 4 novembre alle ore 17,00 in via Paleologi, 24. Sarà presentato al pubblico anche il testo “LA MEMORIA DELLE VITE PASSATE E SUA TECNICA”, utile manuale teorico-pratico. Ingresso libero. Per informazioni, telefono 0142.71319 e 338.4092394.

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LO SDOPPIAMENTO: ESPERIENZE FUORI DAL CORPO

lo sdoppiamentoLo sdoppiamento è la separazione della coscienza dal corpo fisico per esplorare i mondi sovrasensibili utilizzando i diversi corpi energetici di cui siamo dotati: eterico, astrale, mentale. La scienza ufficiale si sta muovendo verso lo studio di questo stato particolare che generalmente accade spontaneamente soprattutto in condizioni prossime alla morte o dove le funzioni vitali primarie sono alterate.
Lo sdoppiamento però si può anche vivere volontariamente, in buona salute e nel pieno possesso proprie facoltà psico-fisiche. Questa esperienza anzi è una tappa fondamentale verso la conoscenza di se stessi e del mondo che ci circonda al di là del suo aspetto visibile.

Un team di sperimentatori e di studiosi esporrà il risultato delle attuali ricerche sabato 28 ottobre alle 17.00 a Casale Monferrato in via Paleologi, 24. Sarà presentato al pubblico anche il testo “COME SDOPPIARSI E VIAGGIARE NEI MONDI SOPRASENSIBILI”, utile manuale teorico-pratico.

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