OLTRE IL VELO DEI SIMBOLI

Terzo appuntamento con l’Alchimia, venerdì 24 maggio (ingresso libero – ore 21.00). I giovani ricercatori e appassionati “alchimisti” moderni, ci raccontano qualcosa in più del simbolismo alchemico.
Abbiamo più volte detto che fin da subito, con Ermete Trismegisto, Mosè, passando per autori come Paracelso, Cardano, Böhme e Kunrath, quest’Arte segreta è stata tramandata fino ad oggi in trattati che si leggono con difficoltà, quasi incomprensibili.
Nei loro testi si ritrova un linguaggio fatto di simboli nati dalla fusione tra gergo chimico e realtà spirituale.
Simboli che contengono preziose informazioni: oltre il velo dei loro segni grafici c’è un’autentica realtà spirituale che può essere vissuta anche al giorno d’oggi.
Non è difficile intuire che gli alchimisti sono stati spesso incompresi da chi non conosceva il linguaggio ermetico.
Ed è proprio per questo che molti vedono nell’Arte Alchemica una scienza materiale, una chimica rudimentale, fatta di pasticci, astrusità e qualche successo. La Scienza Alchemica tratta di una realtà spirituale e dà, ai volenterosi, i metodi per compiere la più grande delle trasformazioni: cambiare la propria natura interiore da grezza, impotente, schiava di ogni necessità, in una natura libera, dotata di poteri quasi (e sottolineo quasi) divini, che non teme né la morte né il giogo della vita sulla terra.
Per questo motivo può sembrare una Scienza dell’impossibile.
Conoscendo le chiavi della simbologia con la quale gli alchimisti scrivono, può essere scienza sperimentale e realtà da viversi anche oggi.
L’Associazione Archeosofica non a caso organizza nelle varie Sedi italiane ed europee, corsi di avviamento alla meditazione, di ginnastica respiratoria e psico-somatica, corsi per lo sviluppo delle facoltà mentali, e tanti altri ancora, tutti propedeutici alla realizzazione della fantomatica “Pietra Filosofale”.
Vi aspettiamo dunque venerdì 24 maggio alle 21.00 in via Paleologi, 24 a Casale Monferrato per parlarne insieme e darvi tutte le informazioni che chiederete. Relatori: Filippo Costanti e Simone Menichetti. Per informazioni, telefono 0142.71319 oppure 338.4092394.

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LE CHIAVI DELLA TRASMUTAZIONE ALCHEMICA

Tutti sanno che gli alchimisti hanno dato un grande contributo alla chimica moderna, scoprendo nei loro laboratori sostanze che ancora oggi utilizziamo. Ma ci hanno lasciato anche un “manuale operativo” che spiega come ottenere il prezioso oro, metallo incorruttibile come lo spirito dell’uomo risvegliato. Una conquista che si otteneva (e si può ottenere) dopo un duro e metodico lavoro su se stessi. Scopriremo insieme il significato del simbolismo che descrive la materia con cui si opera e gli strumenti da adoperare, perché il linguaggio alchemico è composto di allegorie e simboli.
Gli alchimisti descrivono tutte le operazioni fisiche, animiche e spirituali  da compiersi per arrivare ad una completa trasformazione della nostra interiorità, una “trasmutazione alchemica” che separa tutto quello che è scoria, pesantezza, zavorra inutile, lasciando ampio spazio e respiro all’Io dell’uomo e della donna, rigenerato e dunque libero. Ricercando la trasmutazione del piombo in oro personaggi importanti come Lullo, Bacone o Paracelso,  fecero molte scoperte chimiche grazie allo studio della materia nei loro laboratori; scoperte che ancora oggi utilizziamo abitualmente e che furono le basi della chimica moderna.
Sostanze come alcool, acqua borica o etere solforico infatti hanno radici nei laboratori alchemici. Se interpretiamo la materia su cui lavorare come l’uomo e la donna nella loro totalità ecco che tutto il laboratorio e tutti i suoi strumenti assumono un diverso significato.
Il fornello, i mantici, le diverse fasi, tutto acquista un valore operativo che ci riguarda da molto vicino.
Nel processo di separazione dello spesso dal sottile, il fuoco ha un valore determinante. Il fuoco raccontato nei miti e nelle leggende, il fuoco divino conquistato con fatica dall’eroe diventa la scintilla necessaria per illuminare il sentiero che conduce alla Pietra Filosofale.
Vi aspettiamo venerdì 17 maggio alle 21.00 per proseguire insieme questo tema affascinante in via Paleologi, 24 a Casale Monferrato. Relatori: Federica Longo, Luca Elli, Luca Sgarro. Per informazioni, telefono 0142.71319 oppure 338.4092394.

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ALCHIMIA AI CONFINI DEL TEMPO

 

Ci sono delle domande che superano i confini del tempo, che vanno oltre l’alternarsi vorticoso delle epoche storiche, di fronte alle quali l’uomo ha cercato da sempre di dare delle risposte.
La conoscenza di se stessi, intesa nel senso più profondo del termine, è la chiave che porta alla felicità ed alla sua realizzazione, attraverso un processo di risveglio della coscienza che da annebbiata e dormiente diventa consapevole e volitiva.
In questo percorso di conoscenza l’uomo non è solo, ma è supportato da una Scienza che ha attraversato l’Oriente e l’Occidente lungo i secoli ed ha fornito gli strumenti necessari per compiere questo cammino.  Una Scienza che si presenta sotto vari nomi, pur riservando lo stesso valore intrinseco.
L’Alchimia è l’arte che, sebbene nascosta da un linguaggio criptato, permette ancora oggi, all’uomo di buona volontà, di trasformare la propria interiorità.
Nella nostra epoca, contraddistinta da una tecnologia altamente evoluta, dove le informazioni viaggiano alla velocità della luce, dove comunichiamo a distanze inimmaginabili, dove medicina e scienza abbattono barriere che credevamo invalicabili, la parola Alchimia ci appare sepolta sotto la polvere dei secoli.
Nell’immaginario comune l’Alchimista è chiuso nel suo buio laboratorio, alle prese con misteriosi strumenti, alambicchi e pozioni varie, quasi fosse un apprendista stregone.
In effetti nel corso della storia, i più li consideravano maghi e ciarlatani, tanto che gli alchimisti dovettero criptare il loro lavoro elaborando un linguaggio inaccessibile fatto di simboli per evitare che il frutto delle loro fatiche cadesse in mani sbagliate.
Qual è il motivo che spingeva questi scienziati ad una vita di sacrifici per risolvere il mistero del “solve et coagula”? Perché noi oggi ci dovremmo occupare di Alchimia?
Illuminati da quel fuoco di amore per la Verità di cui gli alchimisti parlano possiamo intraprendere un percorso straordinario che porta nei più reconditi della nostra coscienza per risvegliarla e scoprire la nostra vera natura.
La felicità a cui l’uomo tende e la sua realizzazione saranno così possibili e duraturi. Perché il messaggio dell’Alchimia, Scienza dell’Impossibile, risulta oggi più attuale che mai.
Vi aspettiamo venerdì 10 maggio alle ore 21.00 (ingresso libero) per parlarne insieme in via Paleologi, 24 a Casale Monferrato. Relatori: Federica Longo, Jerome King Canta, Simone Martignano. Per informazioni: 0142.71919 oppure 338.4092394.

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IL DRAGO E LA GARGOLLA

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Gargolla – Duomo di Milano

Nella Cattedrale, la gargolla o garguglia è una figura scultorea fantastica, spesso parte terminale dello scarico dei canali di gronda (erroneamente chiamati grondaie). Sovente è ornata con figure animalesche, fantastiche o mostruose: inizialmente venne scolpito solo il busto dell’animale, con il tempo si prese a rappresentare la figura fantastica nel suo insieme.

Spesso raffiguravano draghi o leoni e di solito l’acqua scorreva lungo la schiena o all’interno della figura per defluire poi dalla bocca. Sono presenti ad esempio nel Duomo di Milano o a Notre Dame a Parigi.

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Gargolla – Duomo di Milano

In quest’ultima Cattedrale queste figure vennero aggiunte in un secondo momento, dall’architetto Eugène Viollet le Duc (1814-1879) solo verso la metà del XIX secolo.

Si parla all’interno della Cattedrale di un Drago da vincere e l’abile alchimista doveva manifestare qualità quali l’essere volenteroso, paziente, silenzioso, audace: solo così avrebbe potuto vincere questa tremenda forza, associabile all’inganno.

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Gargolle – Notredame di Parigi

Principio basilare dell’ermetismo è l’unità della materia, rappresentata dall’Uroboros, il Drago che si morde la coda. Questo identifica la Manifestazione in eterno divenire, un circolo, un circuito senza fine, simbolo per eccellenza della ciclicità: ad un giorno segue un altro giorno, ad un mese segue un altro mese, ad un anno segue un altro anno, ad una vita segue un’altra vita. Di fronte alla nostra vita caduca questa concezione potrebbe non sembrare vera. Eppure si può trascorrere l’intera vita senza aver non dico trovato la Pietra Filosofale, ma per lo meno andare alla sua ricerca, memori di una patria celeste perduta, di una casa da cui proveniamo, da ritrovare.

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Drago con tre teste

Il Drago con tre teste che sputano fuoco, rappresentato in stampe alchemiche, identifica invece 3 principi, i tre fuochi di cui tutti noi disponiamo, la cosiddetta materia dell’Opera alchemica, in relazione a tre fuochi presenti nell’uomo e nella donna, da purificare e riunire. Un fuoco più istintivo e creativo, un altro fuoco più emotivo e un terzo più spirituale e in qualche modo legato ai nostri pensieri.

Metaforicamente il Drago nero sulfureo nasconde una bianca principessa al suo interno, che deve essere liberata: nelle favole il prode cavaliere giunge a liberare la bella principessa prigioniera. Emergono da questa fiaba i due aspetti, maschile e femminile, lo spirito e l’anima entrambi presenti nella costituzione di ogni essere umano. Il fuoco dell’anima che è tiepido, deve essere attirato verso l’alto dal fuoco dello spirito ed ignificarsi, per divenire infine un unico fuoco. Le fiabe  ed i miti tradizionali diventano lo strumento per trasmettere profonde conoscenze di come siamo fatti, di come siamo costituiti a livello più profondo, a livello animico.

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Icona di San Giorgio che uccide il Drago

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San Michele Arcangelo uccide il Drago

Il cavaliere, simboleggiato dallo Zolfo, assume anch’esso molti “Aspetti allegorici”. Egli può essere anche messo in relazione ad Ercole che deve superare le famose 12 prove come fece realmente San Giorgio, il prototipo dell’eroe che schiaccia la testa al Drago. In modo analogo in cui nell’Apocalisse opera San Michele Arcangelo che abbatte il Drago rosso.

Proseguiremo a parlare di simbolismo e Alchimia nel nuovo ciclo “LA SCIENZA DELL’IMPOSSIBILE”, che si terrà a Casale Monferrato a partire da venerdì 10 maggio alle ore 21.00 in via Paleologi, 24 a Casale Monferrato con una serie di incontri ad ingresso libero secondo il seguente programma:

  • ALCHIMIA AI CONFINI DEL TEMPO · Venerdì 10 maggio – Ore 21.00.
  • LE CHIAVI DELLA TRASMUTAZIONE ALCHEMICA · Venerdì 17 maggio – Ore 21.00.
  • OLTRE IL VELO DEI SIMBOLI · Venerdì 24 maggio – Ore 21.00.
  • LA PIETRA FILOSOFALE CHIMERA O CONQUISTA? · Venerdì 31 maggio – Ore 21.00.
  • LA GRANDE OPERA: TECNICHE E SEGRETI DI UNA VIA SPIRITUALE · Venerdì 7 giugno – Ore 21.00.

Per informazioni, telefono 0142.71319 oppure 338.4092394.

SANT’ALBERTO MAGNO E SAN TOMMASO D’AQUINO

San Domenico

San Domenico

In tanti nel Medioevo appresero, studiarono, cercarono di vivere e di sperimentare l’arte regale dell’Alchimia: i veri alchimisti sono stati nella storia degli uomini di purezza e misticismo.

Furono profondi conoscitori dell’Ermetismo e dell’Alchimia alcuni tra i maggiori Padri della Santa Chiesa Romana come ad esempio San Tommaso d’Aquino definito Doctor Angelicus dai suoi contemporanei, dottore della Chiesa ed il suo maestro Sant’Alberto Magno di Colonia considerato il più grande filosofo e teologo tedesco del medioevo detto Doctor Universalis, entrambi predicatori dell’Ordine monastico Domenicano.

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Sant’Alberto Magno di Colonia

Una leggenda medioevale affermava che fu proprio San Domenico ad aver scoperto il segreto della famosa pietra filosofale e lo avesse consegnato nelle mani di Alberto Magno, che lo trasmise a Tommaso d’Aquino.

San Tommaso d’Aquino, autore di oltre 30 Opere, fu autore della “Summa Teologica” e fu così esaustivo, profondo e fine nello scrivere di teologia che René Guenon, scrittore, filosofo, esoterista, intellettuale francese mancato nel 1951, si chiese dove fossero gli studenti in grado di studiare un così importante testo di riferimento di teologia del Medioevo.

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San Tommaso d’Aquino

Tra gli altri testi importanti dell’Acquino ricordiamo il “Tanto Ergum Sacramentum”, inno liturgico  composto per la Celebrazione del Corpus Domini su esplicita richiesta di Papa Urbano IV e dunque il fatto che lavorasse e comunicasse direttamente, personalmente con la carica più alta della Chiesa e che vi fosse una stima reciproca. Di Alchimia egli ne scrisse in un paio di Opere: la prima il De Alchimia (l’Alchimia) e la seconda la Pietra Filosofale. Dunque questi uomini di grande erudizione e fede, ci hanno lasciato dei testi di pregio e valore che testimoniano la vicinanza della Tradizione Alchemica Medievale con il Cristianesimo.

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Sant’Alberto Magno e San Tommaso d’Aquino

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Obiettivo dell’Alchimia fu la realizzazione della cosìdetta “Pietra Filosofale”, capace di trasformare il piombo ed i metalli volgari in oro e di donare l’eterna giovinezza o incorruttibilità dei corpi. La materia prima sulla quale lavorava l’alchimista era costituita da tre principi: lo Zolfo, il Mercurio e il Sale, tutti sempre presenti nel laboratorio alchemico e disponibili a buon prezzo. La materia era sottoposta nelle varie varie fasi dell’Opera al fuoco continuo dell’Athanor, mantenuto acceso dall’azione continua dei mantici e sottoposta a continua distillazione.

Proseguiremo a parlare di questo e di altri simboli alchemici all’interno del nuovo ciclo ad ingresso libero “LA SCIENZA DELL’IMPOSSIBILE” a partire da venerdì 10 maggio alle ore 21.00 in via Paleologi, 24 a Casale Monferrato. Per informazioni, telefono 0142.71319 oppure 338.4092394.

LA SALAMANDRA IN ALCHIMIA

La Salamandra è un simbolo alchemico spesso rappresentato in stampe e sculture marmoree nelle Cattedrali e in Castelli nel periodo medievale.
A prima vista può sembrare che abbia un significato negativo in quanto ha un aspetto simile ad un rettile: il geco, la lucertola, i coccodrilli, gli alligatori, i serpenti e le tartarughe sono classificati nelle scienze naturali come dei Rettili, sono cioè provvisti di squame che ricoprono e proteggono la loro superficie corporea. La salamandra, invece, è inclusa nel raggruppamento degli Anfibi, dotati di una superficie corporea più o meno liscia, sprovvista di squame presenti nei Rettili. Rane, rospi e tritoni fanno anch’essi parte degli Anfibi. Questi animali sono spesso stati raccontati nelle fiabe, in poemi mitologici, alchemici, talvolta in scritti filosofici e religiosi.

Salamandra presso il Castello di Cognac - Francia

Salamandra presso il Castello di Cognac – Francia

La salamandra viene raffigurata in Alchimia con un collo lungo e una fisicità simile alla lucertola, avente però la coda che spesso termina a freccia: in natura ne esistono oltre un centinaio di specie ma in araldica, nel mito e nell’Alchimia è descritta con la speciale proprietà di poter resistere in mezzo alle fiamme, caratteristica che come animale fisico non possiede visto che la pelle umida di questi anfibi li rende estremamente vulnerabili non solo a fonti di calore, ma anche al disseccamento dovuto alla lontananza dall’acqua o dai luoghi umidi.

Questa proprietà le è stata attribuita dando origine ad un nuovo animale e simbolo mitico: una tale capacità in senso allegorico rappresenta il resistere al calore eccessivo esterno ovvero al male, ai nemici, alle difficoltà e dunque simboleggia la costanza, il valore espresso nella lotta, le virtù, una profonda realizzazione.
La salamandra è stata quindi rappresentata con la capacità di saper vivere in prossimità a tizzoni ardenti da cui sprigionano le fiamme e non è consumata dalla bocca del Drago.

Geber (Persia 721 circa – Baghdad, 765 o 822), noto per essere uno dei più importanti alchimisti musulmani, la definisce secondo le seguenti parole:

“Perchè è ciò che vince il fuoco,
e non ne è vinto;
ma vi sta in amicizia,
dilettandovisi”.

L’animale è dunque spesso riprodotto con due fuochi: l’uno cattivo nel quale riesce a vivere e che viene spento da essa stessa, segno di capacità di controllo, di dominio sul fuoco circostante cattivo; l’altro buono, espresso in fiamme emesse dalla sua bocca ad identificare la sua natura ignea in grado di emettere fuoco ad alte temperature.
Paracelso (Einsiedeln, 14 novembre 1493 – Salisburgo, 24 settembre 1541), scrisse un trattato dedicato agli elementali: in questo testo, anch’egli presenta le salamandre dall’aspetto lungo, agile e snello e afferma che abitano soprattutto in prossimità dei vulcani sin da tempi più remoti. Secondo il famoso medico e astrologo svizzero, il rumore di sottofondo proveniente dalla profondità dei crateri, consisterebbe nella continua attività delle salamandre nell’edificazione delle proprie dimore, racconto da leggersi dietro al velo dell’allegoria alchemica: si intenderebbe non l’edificazione della dimora fisica, il giaciglio della salamandra, bensì la dimora filosofale, il luogo filosofico di permanenza della salamandra che è il fuoco, mettendola a pieno titolo in relazione allo stadio finale dell’Opera alchemica, l’Opera al Rosso.
Salamandra è anche definita “Sale di Roccia”: se la Roccia può essere legata alla materia prima dei filosofi, il Sale è uno dei suoi principi, in particolare quello igneo e come afferma lo psicoanalista Jung[1], è equivalente del fuoco: in questo elemento lei nasce, si nutre, cresce e vive.

La Salamandra di Paracelso

La Salamandra di Paracelso

Le salamandre sono animali ai quali in mitologia è anche stato attribuito il dono della parola ma sono definite “Taciturne” e capaci di mantenere, di proteggere e di custodire i loro segreti, preferendo la compagnia degli anziani, dei saggi e delle sacerdotesse: non potrebbe essere diversamente visto che la salamandra rappresenta la realizzazione regale che ha fatto del fuoco l’elemento capace di purificare la materia prima alchemica, ovvero l’essenza dell’Io, dell’individuo immortale. L’anziano in questa allegoria viene visto in virtù della sua maturità, della sua saggezza e le sacerdotesse sono coloro che come le romane Vestali, si fanno portatrici del fuoco sacro purificatore, simbolo in perfetta sintonia con il fuoco della salamandra.

Salamandra emblema regale di Re Francesco I di Francia

Salamandra emblema regale di Re Francesco I di Francia

Il Re di Francia Francesco I (Cognac il 12 settembre 1494 – Rambouillet 31.3.1547), scelse la salamandra come suo simbolo, associandola al motto latino “ Nutrisco et extinguo”, che esprime la duplicità delle caratteristiche leggendarie dell’animale.

Stemma Ufficiale del Comune di Salsomaggiore Terme

Stemma Ufficiale del Comune di Salsomaggiore Terme

Il comune di Salsomaggiore Terme ha incluso la salamandra nel suo stemma, ad esprimere l’importanza che questo simbolo può avere per tutta una comunità.
Ecco come venne descritta allegoricamente da una poesia del 1200 riportata nel volume “Poeti del Duecento” di Bondie Dietaiuti a cura di Gianfranco Contini, Ricciardi, Milano-Napoli, 1960:

“La salamandra ho ‘nteso,
agendo vita in fuoco,
che fôra viva poco
se si partisse da la sua natura;”

La salamandra nel mito vive nel fuoco, mentre fuori dal fuoco vivrebbe per poco perché il fuoco è la sua stessa fonte di vita come per la fenice: dei 4 elementi, il fuoco è simboleggiato dalla salamandra, come anche il drago è talvolta simbolo di questo elemento. Mentre l’aquila è messa in relazione all’Aria, la Terra è simboleggiata dal leone e dal toro mentre l’Acqua è rappresentata dai pesci e dalla balena.
Se si rapporta il simbolo della salamandra al lavoro dell’Alchimista, se ne percepisce il valore dal modo in cui è spesso rappresentata ovvero sormontata da una corona: l’Alchimia addita ad un modo di lavorare che sarebbe tipico di un Re ed essa stessa è spesso definita una Via Regale, tutta da scoprire, conoscere, decifrare, imparare, percorrere e vivere.

La salamandra a volte in Alchimia è detta Melga. Secondo E.Perrot, il vocabolo è introdotto da Michael Maier (Rendsburg, 1568 – Magdeburgo, 1622), medico, alchimista e musicista tedesco, consigliere di Rodolfo II d’Asburgo, per la sua somiglianza con l’ebraico Melech (Re).
Quest’ultimo è un termine alchemico che può indicare il sale e la salamandra è l’incombustibile sale centrale o zolfo nascosto.
La salamandra è dunque il simbolo regale che identifica il lavoro raggiunto e compiuto da parte dell’alchimista, infatti egli stesso dovrebbe allegoricamente essere rappresentato da questo animale: quando la sua coscienza sarà in grado di bruciare tutte le scorie dei metalli e della vita e sarà così infuocata da emettere fuoco, l’Alchimista stesso sarà diventato come la salamandra.

Egli, con l’aiuto del cielo deve ricostituire in sé il fuoco dell’amore divino, sino al punto da diventare come la salamandra, capace di vivere in una luce ed un fuoco, libero da ogni impurità. E’ infine simbolo del lavoro di calcinazione: la cenere calcinata per l’abbondanza del principio di sale fisso è detta Zolfo incombustibile ed è chiamata dai saggi “Salamandra”, detta anche fenice perché queste ceneri altro non sono che il corpo di quella fenice che rinasce dalle proprie ceneri.

Proseguiremo a parlare di questo e altri simboli alchemici all’interno del ciclo “LA SCIENZA DELL’IMPOSSIBILE” a partire da venerdì 10 maggio alle ore 21.00 in via Paleologi, 24 a Casale Monferrato. Per informazioni, telefono 0142.71319 oppure 338.4092394.

[1] – C.G.Jung – ALCHEMICAL STUDIES (STUDI SULL’ALCHIMIA), vol.13, pag.181.

Bibliografia:
● ALCHIMIA TEORICA E PRATICA ERMETICA – Tommaso Palamidessi – Quaderno
n.24.
● POETI DEL DUECENTO – Bondie, Dietaiuti a cura di Gianfranco Contini, Ricciardi,
Milano-Napoli, 1960.
● DIZIONARIO MITO ERMETICO di Antoine Joseph Pernety.
● ALCHIMIA E SPAGIRIA – Patrick Rivière – Edizioni Mediterranee.
● ALCHEMICAL STUDIES (STUDI SULL’ALCHIMIA) – C.G.Jung – vol.13, pag.181.
L’ASCESI ARTISTICA, I COLORI E LA PITTURA – Tommaso Palamidessi –
Quaderno n.27.

LA CATTEDRALE GOTICA: ORDINE DI MISURA E DI LUCE

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L’arte sacra ha avuto una delle sue massime espressioni nell’architettura gotica, le cui cattedrali, sorte in Europa dal XII secolo, sono state definite veri e propri «libri di pietra e di vetro» attraverso i quali i maestri costruttori e vetrai cercarono di rendere accessibile una sapienza tradizionale usando regole architettoniche e geometriche ben precise e simboli che dovevano agevolare il contatto tra l’uomo e il divino. Fin dalla sua fondazione, la cattedrale gotica era strettamente legata al Mistero della Luce. E proprio l’abbandono delle tenebre e del caos alla ricerca dell’ordine e del contatto con la Luce vera, simbolizzata dalla luce del Sole, era l’aspirazione intima e profonda di chi si accingeva ad entrare nel Tempio. Un itinerario speciale a carattere esteriore e interiore.

La forma e le proporzioni di un Cattedrale Gotica non sono determinate dalla ricerca di effetti estetici ma da profonde regole matematico-simboliche che legano ed ordinano, sia dal punto di vista fisico che metafisico, tutte le parti della costruzione.

Nel loro misterioso disegno emergono la forza del Numero, l’ordine della Geometria, le proporzioni della Musica e il ritmo dell’Astronomia, profonde conoscenze in possesso dei Maestri d’Opera che hanno fatto di queste costruzioni possenti e diafani Templi di luce risuonanti con l’Alto.Cattedrale_Gotica

Cercheremo di dare una panoramica del simbolismo di queste magnifiche costruzioni, con l’intento poi di proporre un «viaggio» all’interno della cattedrale per cercare di scoprire il messaggio più nascosto che gli antichi costruttori hanno voluto celare sotto il mistero dei simboli. Lo scopriremo insieme attraverso schemi e animazioni.

Proseguiremo a parlare di quest’argomento sabato 16 marzo alle ore 18.00 in via Paleologi, 24 a Casale Monferrato con una conferenza ad ingresso libero dal titolo: “LA CATTEDRALE GOTICA: ORDINE DI MISURA E DI LUCE”.

In questo ciclo di incontri faremo un viaggio virtuale nell’affascinante epoca delle cattedrali gotiche, cercando di svelare alcuni misteri celati in questi Templi di pietra e luce. Al termine dei 4 incontri ci aspetta un viaggio vero e proprio per poter visitare alcuni dei siti più celebri del gotico francese. Parigi, Reims e Chartres saranno le tappe di un’avventura indimenticabile che promette sorprese ed emozioni! Per informazioni ed iscrizioni, telefono 0142.71319 e 338.4092394.

3.la cattedrale gotica - ordine di misura e di luce

CATTEDRALI GOTICHE: FORME INDELEBILI DI UN MISTERO

notre_dame_de_chartresLe cattedrali gotiche sorgono in un momento storico e in un luogo particolari, connotati da una produzione culturale prolifica e all’insegna della bellezza, che secondo certe opinioni non è stata mai più replicata da allora. Si può ipotizzare allora che qualcosa di non comune abbia ispirato le menti e i cuori di tanti artisti, che hanno contribuito idealmente e fattivamente alla realizzazione di tali opere monumentali, ancora oggi in grado di affascinare e meravigliare.
Le numerose ricerche e studi in merito sembrano far capire che ogni cattedrale sia nata sotto una “speciale stella”, che sia caratterizzata da una sua personalità ed abbia avuto dei particolari compiti da adempiere.
Sono diversi i misteri che riguardano la costruzione di questi giganti di vetro e di pietra e il nostro “viaggio nel mistero delle cattedrali” vuole proprio andare ad indagare su alcuni di questi, celati dal ricco simbolismo architettonico e artistico, che tramanda una conoscenza millenaria.

In questo ciclo di incontri faremo un viaggio virtuale nell’affascinante epoca delle cattedrali gotiche, cercando di svelare alcuni misteri celati in questi Templi di pietra e luce. Al termine dei 4 incontri ci aspetta un viaggio vero e proprio per pote visitare alcuni dei siti più celebri del gotico francese. Parigi, Reims e Chartres saranno le tappe di un’avventura indimenticabile che promette sorprese ed emozioni! Il secondo appuntamento del ciclo sarà una conferenza ad ingresso libero dal titolo: “CATTEDRALI GOTICHE: FORME INDELEBILI DI UN MISTERO”, che si terrà sabato 9 marzo alle ore 18.00. Per ulteriori informazioni e per iscrizioni al viaggio, sono a disposizione i numeri 0142.71319 e 338.4092394.

2.cattedrali gotiche - forme indelebili di un mistero

VIAGGIO NEL MISTERO DELLE CATTEDRALI GOTICHE

Cliccare sull’immagine sottostante per avere tutte le informazioni sul viaggio in Francia dal 25 aprile 2019 al 28 aprile 2019 – Prenotazioni entro il 28 febbraio.

PER MAGGIORI INFO E ISCRIZIONI
Agenzia Viaggi CALA MAJOR s.n.c.

Via Brofferio, 81/ A – ASTI – tel. 0141 – 436848 – fax 0141 – 436801

e-mail: info@calamajor.it

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GOTICO, MISTERO DEL MEDIOEVO

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Le cattedrali gotiche sono dei veri e propri libri monumentali, che, attraverso la struttura architettonica con il suo modulo costruttivo e le proporzioni geometriche, la disposizione degli spazi e le statue, i labirinti e le splendide vetrate, raccontano ancor oggi delle Verità all’interiorità dell’individuo, perfettamente custodite e tramandate nel linguaggio criptato dei simboli.

“Arte Gotica” significa “Arte Sacra”. Etimologicamente Gotico deriva dalla radice “goth-gut” equivalente a “divino-sacro”.

Per architettura gotica si intende un particolare modo di costruire templi , diffusosi in Europa dalla fine del XII secolo fino alle soglie del XVI.

La ricerca dell’origine geografica di questo stile architettonico si restringe ad una particolare zona della Francia denominata Cattedrali_Gotiche_Viaggio_Francia.png “Ille de France”, territorio della Francia Settentrionale confinante con la Normandia e la Borgogna , il cui capoluogo è la stessa capitale della Francia; Parigi.

E’difficile poter stabilire chi fu il promotore di questo particolare modo di erigere templi in cui si celebrano i misteri del culto cristiano.

In qualche modo possiamo dire che sono due i personaggi a cui si può in qualche modo attribuire l’origine di questo stile architettonico.

Il  personaggio, storicamente riconosciuto come principale fondatore di questo stile architettonico, è Sugerio, Abate di Saint-Denis. Figlio di contadini e Amico di “Luigi VI” Re di Francia, divenne monaco molto giovane, entrando nel monastero di Saint Denis.

Suo fu il desiderio  e l’impulso di restaurare l’Abbazia, con l’intento di  onorare le spoglie dei martiri che vi erano sotterrati tra cui San Dionigio, San Rustico e San Eleuterio e del Re Dagoberto.

La restaurazione di questa Abbazia, situata poco distante da Parigi, segnò in effetti l’origine di questo particolare modo di costruire. Attraverso la restaurazione della facciata , del nartece, del coro, della cripta, della navata e del transetto, Sugero introdusse, nella restaurazione stessa, elementi che divennero caratteristici di questo modo di costruire. Il suo intento era quello di dare all’abbazia più spazio, leggerezza, luminosità,  armonia e bellezza improntate sul simbolismo sacro.

Un’altro personaggio legato in qualche modo alla diffusione dell’Architettura gotica fu “Bernard de Fontaine”, meglio conosciuto come San Bernardo di Chiaravalle, fondatore dell’abbazia di Clairvaux e dell’Ordine cistercense, soprannominato “Luce della Cristianità’.

Fu un grande personaggio che riuscì  con la sua forte personalità a metter ordine in un periodo piuttosto caotico che coinvolgeva tutta l’Europa all’inizio del secondo millennio.

Sebbene in origine fu in contrasto con le idee architettoniche di Suger, abbraccio in seguito questo suo stile dalle linee essenziali e slanciate. Insieme, Sugero e Bernardo collaborarono per la restaurazione della monarchia Francese, riconciliando in essa sia il potere politico che religioso.

L’ordine dei cavalieri Templari vien spesso chiamato in causa quando si parla di Cattedrali gotiche,anche se storicamente non ce ne sono le prove. Certo è che approfondendogli studi  si presenta spesso un legame stretto tra San Bernardo, l’Ordine dei cavalieri Templari e i costruttori delle cattedrali gotiche.

Elenco delle cattedrali e delle grandi chiese gotiche costruite in Francia nel XII e XIII secolo, in ordine per anno di inizio dei lavori.

Chiesa abbaziale di Saint-Denis a Parigi (1135-1136).

Cattedrale di Saint-Étienne di Sens (1143)

Cattedrale di Notre-Dame di Noyon (1150).

Cattedrale di San Mamete di Langres (coro 1150 circa).

Cattedrale di Notre-Dame di Senlis (1151 o 1153).

Cattedrale di Notre-Dame di Laon (1150-1155).

Cattedrale di Notre-Dame di Parigi (1163).

Cattedrale dei Santi Gervasio e Protasio di Soissons (1176).

Cattedrale di Notre-Dame di Bayeux (1180).

Cattedrale di Notre-Dame di Chartres (dopo il 1194).

Cattedrale di Santo Stefano di Bourges (1195).

Cattedrale di Santo Stefano di Meaux (fine del XII secolo).

Cattedrale di Notre-Dame de l’Assomption di Rouen (navata, dopo il 1200).

Cattedrale di Notre-Dame di Reims (1211).

Cattedrale di Saint-Cyr-et-Sainte-Julitte di Nevers (dopo il 1212).

Cattedrale di Saint-Étienne di Auxerre (1215).

Cattedrale di Saint-Julien di Le Mans (coro, 1217).

Cattedrale di Notre-Dame di Amiens (1220).

Cattedrale di Santo Stefano di Metz (1220).

Cattedrale di Saint-Pierre di Beauvais (1225).

Cattedrale di Notre-Dame di Strasburgo (navata gotica, 1225).

Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo di Troyes (1228).

Cattedrale di Santo Stefano di Châlons-en-Champagne (dopo il 1230).

Cattedrale di Saint-Gatien di Tours (coro, 1236).

Cattedrale di Notre-Dame-de-l’Assomption di Clermont-Ferrand (1248).

Cattedrale di Notre-Dame di Évreux (ricostruzione del 1250 circa).

Cattedrale di Sant’Andrea di Bordeaux (trasformazione della navata, metà del XIII secolo).

Cattedrale di Sainte-Marie di Bayonne (coro, 1258).

Basilica di Saint-Nazaire di Carcassonne (coro e transetto 1267).

Cattedrale di Saint-Étienne di Limoges (1273).

Cattedrale di Saint-Étienne di Tolosa (coro, 1273).

Cattedrale di Notre-Dame di Rodez (coro, 1277).

Cattedrale di Saint-Just di Narbona (1286).

Verrà presentato nelle prossime settimane un ciclo di incontri ad ingresso libero nel quale compiremo un viaggio virtuale nell’affascinante epoca delle cattedrali gotiche, cercando di svelare alcuni misteri celati in questi Templi di pietra e luce.

Al termine di questi incontri ci aspetta un viaggio vero e proprio, che ci porterà a visitare alcuni dei siti più celebri del gotico francese: Parigi, Reims e Chartres saranno le tappe di un’avventura indimenticabile che promette sorprese ed emozioni! Il primo appuntamento che introdurrà l’argomento sarà una conferenza ad ingresso libero dal titolo: “GOTICO, MISTERO DEL MEDIOEVO”, che si terrà sabato 2 marzo alle ore 18.00. Relatore: Avv.Giacomo Durante. Per ulteriori informazioni e per iscrizioni al viaggio, sono a disposizione i numeri 0142.71319 e 338.4092394.

1.gotico mistero del medioevo