I CARTIGLI REALI E IL MISTERO DELLE PIRAMIDI

I Cartigli Reali e il Mistero delle Piramidi - Copia

Non esiste un solo nome di Faraone il cui nome non sia stato tramandato inscritto all’interno di quel particolare sigillo chiamato sh(e)nu dagli Egiziani e a noi noto come “cartiglio”. La sua forma ovale, come di corda chiusa da un nodo, aveva il potere di rimandare, sia all’aureola solare che irradiava dal nome e quindi dall’anima del Sovrano, sia alla sacralità del dominio che egli, quale incarnazione del dio-Sole Ra, era in grado di esercitare.

Una visione assai meno solare è quella che invece emerge dal termine “cartouche”, con cui lo stesso segno fu chiamato dagli storici che giunsero in Egitto al seguito di Napoleone nel 1799. La forma allungata del cartiglio lo faceva somigliare a una cartuccia (munizione), oggetto che di certo doveva capitare spesso tra le mani e sotto gli occhi di uomini, sbarcati in quella terra con lo scopo principale di conquistarla.

Come tante altre vicende simili, questo aneddoto lascia intendere l’enorme distanza esistente tra la nostra mentalità “moderna” e quella di una civiltà che, pur affondando le sue origini nella notte dei tempi, risulta contrassegnata da una credenza religiosa affatto arretrata, come testimoniato dall’insuperata perfezione dell’architettura sacra, eretta dagli stessi Faraoni e Sacerdoti di Ra.

Jean-François Champollion

Jean-François Champollion

Nonostante la diversa concezione applicata all’interpretazione del simbolo dei cartigli, è innegabile che si deve proprio a quella spedizione il ritrovamento di uno dei documenti archeologici più importanti ai fini dell’interpretazione dei geroglifici: la Stele di Rosetta.

Grazie al determinante contributo di J.F. Champollion fu possibile dare un suono ed un significato ai tanti simboli che risultano essere stati scolpiti sulla pietra d’Egitto fin dalla I Dinastia Faraonica. Dal momento in cui venne decifrato l’alfabeto geroglifico, fu anche possibile confrontare i nomi riportati all’interno dei cartigli con le liste reali stilate nel corso dei secoli dai maggiori storici egizi e greci. In sintesi fu possibile desumere il passato del popolo che crebbe e si sviluppò sulla valle del Nilo, a partire da un tempo di molto precedente l’inizio delle XXX Dinastie sotto il regno di Menes.  

Il Faraone Menes

Il Faraone Menes

Chi fu questo Menes fondatore dell’impero d’Egitto di cui le iscrizioni tramandano che non morì ma fu rapito in cielo da un “Ippopotamo femmina”? E chi fu il misterioso Cheope che non trova riscontro con il nome scritto in geroglifici nei cartigli relativi a quel famoso secondo

Faraone della IV Dinastia cui è attribuita la costruzione della Grande Piramide?

Molti sono i misteri che cercheremo di scoprire sabato 8 febbraio 2020 alle ore 17,30  nella conferenza dal titolo: “I CARTIGLI REALI E IL MISTERO DELLE PIRAMIDI” del nuovo ciclo “VIAGGIO NEL MISTERIOSO EGITTO” che si terrà presso la Sede della Sezione di Casale Monferrato dell’Associazione Archeosofica in via Paleologi, 24. Per informazioni, telefono 0142.71319 oppure 338.4092394.

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VIAGGIO NEL MISTERIOSO EGITTO

Piramidi nella sabbia egiziana

Piramidi egiziane circondate da dune di sabbia

Viaggio nel misterioso Egitto è il titolo di un progetto culturale che vede riunite diverse città italiane attorno al tema delle piramidi egizie e della grandiosa civiltà che si sviluppò millenni or sono lungo l’assolata valle del Nilo. Promosso dall’Associazione Archeosofica, con il patrocinio dell’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Araba d’Egitto a Roma e da Comuni e/o Consigli Regionali di città coinvolte, il progetto consiste in un ciclo di tre conferenze e un viaggio, alla scoperta di quelle misteriose montagne geometriche di granito e dei più antichi santuari egizi.

Busto di Nefertiti

Busto di Nefertiti – Conservato presso il Museo Egizio di Berlino

Le conferenze, ad ingresso libero, spazieranno su alcune tra le tematiche che da sempre hanno incuriosito le menti degli studiosi più esigenti, ancora incerti sul come sia stato possibile, in un’epoca a cavallo tra la preistoria e la storia, erigere costruzioni di tale imponenza e così perfette dal punto di vista architettonico, matematico, astronomico. Che la si osservi attraverso il simbolismo numerico delle piramidi, la ricchezza dei geroglifici scolpiti a partire dalla V Dinastia, o ancora attraverso le rappresentazioni della volta celeste giunte fino ai nostri giorni, l’antica civiltà egizia rivelerà la sua profonda credenza religiosa, sposata ad una conoscenza filosofica e scientifica ineguagliata.

La pesata delle anime - Dal libro egiziano dei morti

La psicostasia o pesatura dell’anima – Dal Libro Egiziano dei Morti

L’itinerario, proposto prima nelle conferenze e poi nel viaggio, mostrerà in questa maestosa terra di Faraoni un colossale monumento di entusiasmo sapienziale, da ammirare nelle sue immense necropoli, nella sua enigmatica Sfinge, nei colossali templi di Luxor, Tebe, Eliopoli, in qualsiasi traccia sia rimasta dell’architettura che fu appositamente innalzata per celebrare il Dio-Sole Ra.

Le città coinvolte nel progetto sono: Asti, Bologna, Casale Monferrato, Genova, Mantova, Parma, Reggio Emilia, Savona, Roma. Il programma delle conferenze e qualsiasi altra informazione, anche in merito al viaggio, sono disponibili sul sito:

www.viaggionelmisteriosoegitto.it

A Casale Monferrato in via Paleologi, 24 si terranno tre conferenze

ad ingresso libero nei seguenti giorni: 8-15-22 febbraio alle ore 17.30.

Viaggio nel Misterioso Egitto - Casale Monferrato

L’ARCANGELO MICHELE E I LUOGHI DELLE APPARIZIONI

Arcangelo_Michele

San Michele Arcangelo è certamente uno degli angeli più amati della nostra tradizione, quello che ha avuto l’impatto più forte su credenti e non credenti, come testimoniato anche nell’arte, dove è rappresentato spesso con tratti potenti ed incisivi.

Arcangelo Michele

Michele è il “Malaki”, l’Angelo del Signore: il suo nome in ebraico significa “Chi come Dio?”. Viene raffigurato con la spada fiammeggiante, strumento d’Iniziazione e di difesa e con la bilancia per pesare le anime per il giudizio finale. È il Capo delle Armate Celesti che conduce vittorioso la battaglia contro il dragone antico. Per l’esoterismo ebraico è il Firmamento delle Stelle, la veste splendida con cui Dio si riveste. E’ l’angelo custode della Vergine Madre. Come angelo che guida le anime al paradiso è rappresentato anche con la bilancia con riferimento alla giustizia divina.

Testimoniano di lui anche diversi luoghi molto suggestivi, come ad esempio la Sacra di San Michele in Val di Susa, che è stata fondata nel X secolo e dove il culto di San Michele è documentato fin dal V-VI secolo.

La Sacra di San Michele in Val Susa (Torino - Italy)

La Sacra di San Michele in Val Susa (Torino – Italia)

La tradizione rammenta che fu l’Arcangelo stesso ad indicare all’eremita il luogo esatto della costruzione con uno stratagemma e si narra che gli stessi angeli avrebbero consacrato la cappella, avvolgendola con un grande fuoco.

Altra località legata a San Michele è Le Mont Saint Michel, celebre luogo legato a tre apparizioni dell’Arcangelo ricevute in sogno da Auberto, vescovo di Avranches, nell’VIII sec. Alla terza apparizione l’angelo lasciò un’impronta sul cranio di Auberto, a conferma della veridicità dell’apparizione.

Le Mont Saint Michel

Le Mont Saint Michel – Francia

La Skelling Michael è la “Roccia di Michele” è l’isolotto più grande delle due isole Skellig. Situato a circa 17 km dalle coste del Kerry, Irlanda, è un luogo di notevole importanza paesaggistico e naturalistico e risale al VI sec. l’insediamento umano.

Skellig Michael

La Skellig Michael – Irlanda

Questo è legato ad un’apparizione di San Michele avuta da San Patrizio, giovane di famiglia benestante in Britannia Romana, che dopo essere stato fatto schiavo dai pirati irlandesi, una volta liberato, tornò in Irlanda per compiere la sua opera missionaria.

Nel corso del tempo numerose sono dunque state le apparizioni di Michele Arcangelo, legate a questi luoghi suggestivi che sono diventati famose mete di pellegrinaggio. Sono posti che esercitano un forte richiamo e i più significativi, per quanto lontanissimi tra loro, sono perfettamente allineati lungo una linea retta, chiamata “La Spada di San Michele”, che dall’Irlanda giunge fino in Israele.

Innumerevoli e affascinanti sono i misteri legati all’Arcangelo Michele che cercheremo di scoprire sabato 30 novembre 2019 alle ore 17,30 nella quarta ed ultima conferenza del Ciclo Angeli dal titolo: “L’ARCANGELO MICHELE E I LUOGHI DELLE APPARIZIONI” presso la Sede della Sezione di Casale Monferrato dell’Associazione Archeosofica in via Paleologi, 24. Per informazioni, telefono 0142.71319 oppure 338.4092394.

San Michele e il drago - Raffaello Sanzio - Dipinto del 1505 circa.

San Michele e il drago – Raffaello Sanzio – Dipinto del 1505 circa.

DIVINA COMMEDIA: LIBRO DEGLI ANGELI (alcuni estratti di F.Naldoni)

Nella Divina Commedia si parla di Angeli dall’inizio alla fine, è un vero e proprio trattato di angelologia. Si potrebbe dire che quella dottrina nascosta “sotto il velame de li versi strani” abbia una stretta attinenza proprio con gli Angeli.

L’arte della poesia celebra questi Esseri soprannaturali nel modo più esemplare con le rime allegoriche del Sommo Poeta Dante Alighieri, che ne fa dei custodi premurosi sempre presenti nei momenti più significativi del suo mistico viaggio.

Salita all'Empireo di Hjeronymus Bosch

Salita all’Empireo, di Hjeronymus Bosch. Gli angeli custodi accompagnano le anime che attraversano il tunnel che conduce alla luce.

La Divina Commedia, il capolavoro di Dante, è universalmente ritenuta una delle più grandi opere della letteratura di tutti i tempi, nonché una delle più importanti testimonianze della civiltà medievale, tanto da essere conosciuta e studiata in tutto il mondo.

Gli Angeli assistono il cammino che Dante persegue da vivo, in pieno possesso delle sue capacità volitive, tutto volto a liberarsi delle conseguenze spirituali derivanti dal peccato per presentarsi puro e disposto a salire alle stelle, a passare dal desiderio del bene alla sua realizzazione in sé stesso che prevede un cambio di natura, per conformarsi in quella angelica. Ecco che in questa ottica gli Angeli nel Paradiso non indicano più soltanto la via ma si fanno scala, la strada che Dante percorre per arrivare alla beatifica visione della Trinità divina.

Mentre nell’immaginario della letteratura e dell’arte nella Commedia il luogo che incute maggior timore è l’inferno: descritto come pieno di fuoco e fiamme, dove diavoli orribili e crudeli tormentano i dannati con pene di ogni genere, secondo la gravità delle colpe commesse durante la vita. L’inferno è quel luogo dove le anime patiscono “nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e i suoi angeli” (Matteo 25, 41). Quel luogo formatosi con la caduta di Lucifero, come spiega Virgilio a Dante, la patria degli angeli caduti che nella Divina Commedia sono sempre in relazione alle passioni che tengono imprigionato l’uomo e lo tormentano.
Nell’inferno di Dante le anime come lo furono in vita continuano a essere in balia delle suddette passioni e vengono tormentate dal fuoco dei demoni, il fuoco della passione rivolta al vizio, in un eterno supplizio.
Sembrerebbe quindi il regno del fuoco e invece, sorprendentemente, il luogo più infero dell’Ade vede il principe di questo regno, Lucifero, bloccato nel ghiaccio con le sue sei ali che diffondono il gelo nelle anime dei dannati anche loro bloccate nel ghiaccio, ultimo supplizio prima di essere divorate, dopo che il fuoco delle passioni rivolto verso i vizi hanno reso di ghiaccio il loro cuore, non alimentando l’ardore verso Dio.

Dante Alighieri

Dante Alighieri

E qui infatti si trova il centro di gravità che tiene ancorate le anime alla terra e qui si trovano le anime di coloro, che come Lucifero, peccarono di superbia con il loro tradimento.
Ma per Dante questo centro di gravità, questo infero regno del ghiaccio diventa la porta di uscita dall’Inferno, attraverso un punto che Virgilio rivela essere il Golgota, in un cammino di elevazione che lo porta a morire ai vizi, completando la mortificazione che caratterizza la prima cantica della Commedia.

Com’io divenni allor gelato e fioco,
nol dimandar, lettor, ch’i’ non lo scrivo,
però ch’ogne parlar sarebbe poco.

Io non mori’ e non rimasi vivo:
pensa oggimai per te, s’hai fior d’ingegno,
qual io divenni, d’uno e d’altro privo.

Continueremo a parlarne sabato 23 novembre 2019, ore 17,30 in via Paleologi, 24 in una conferenza ad ingresso libero dal titolo: “DIVINA COMMEDIA: LIBRO DEGLI ANGELI”, terzo appuntamento del ciclo “ANGELI”. Per informazioni, telefono 0142.71319 oppure 338.4092394.

ANGELI E DEMONI

Eva tentata dal serpente - Illustrazione di William Blake

Eva tentata dal serpente – Illustrazione di William Blake

Che natura hanno gli Angeli? Nella tradizione si parla di puri Spiriti, di Esseri incorporei, di nature ignee e celesti. Se la tradizione rammenta della presenza di Troni, Dominazioni, Potestà ed entità celesti al servizio di Dio, San Paolo rammenta dell’esistenza anche di spiriti maligni nei cieli, dai quali difendersi rivestendosi dell’armatura di Dio (Ef. 6,12). Passo confermato dal dotto San Girolamo che, commentando questo passo specificò che quest’area è piena di potestà nemiche. La lotta tra il bene e il male, tra gli Angeli e i Demoni, in cielo e in terra, vede l’essere umano posto al centro dei due poli contrapposti in perenne oscillazione tra l’uno e l’altro, fino alla fine dei tempi.

Scultura rappresentante Lucifero Cattedrale San Paolo Liegi Belgio

Scultura rappresentante Lucifero Cattedrale di San Paolo a Liegi (Belgio)

La Tradizione occidentale e orientale cosa ci dicono in relazione a questi Esseri Celesti? Possono influenzare l’animo umano nel bene o nel male?

Il profeta Daniele raffigura un Angelo come un fiume di fuoco di inarrestabile impeto. In quanto fiumi infuocati gli angeli sono correnti del Principio Divino che affluiscono agli enti creati, come i quattro fiumi identificati da Mosè.

Gli Angeli vengono rappresentati nell’arte con una figura umana, generalmente una testa umana, perché essi sono intelligenze dominatrici della natura inferiore come dovrebbe essere l’uomo grazie alla sua testa cinta dalla corona regale.

Le ali con cui vengono raffigurati gli angeli rappresentano la tendenza all’ascesa, la capacità di farsi strada verso l’alto come pure i canti o moti di elevazione verso il creatore. Il canto è un sentimento o un moto fuori di se stesso come una preghiera.

La nudità dei piedi degli angeli indica l’intrattenibilitá, l’impossibilità di costrizione formale, la libertà dalla forma. La veste chiara e infuocata rappresenta l’illuminazione attiva, la forma divina, la ricezione intellettuale della Luce. La cintura identifica la capacità nel custodire le virtú generative.

Uriele Arcangelo - Chiesa di San Giovanni - Warminster (Wiltshire - Inghilterra)

Uriele Arcangelo – Chiesa di San Giovanni – Warminster (Wiltshire – Inghilterra)

Nelle rappresentazioni artistiche, le verghe identificano il principio regale di dominio, le asce e le lance la rapidità nel discernimento e nell’azione. La spada infuocata l’agire secondo la Volontà del Verbo. Gli strumenti architettonici come squadra e compasso per la loro capacitá di costruzione.

La tentazione di Cristo, immagine tratta da un salterio illustrato (British Library - 1240).

La tentazione di Cristo, immagine tratta da un salterio illustrato (British Library – 1240).

Spesso gli Angeli sono indicati come venti, perché incorporei e intrattenibili, non potendo determinare da dove vengano né dove vadano, ma capaci di sospingere avanti la nave della coscienza. A volte sono chiamati giorni perché ignee manifestazioni dello Spirito Solare, riverberano nel cosmo la Luce di Cristo e della Santissima Trinità.

In particolare Uriele, il cui nome significa “Fuoco Divino” o “Dio è la mia luce”, nel libro di Enoch è identificato come guida nel suo viaggio attraverso i cieli ed è l’angelo che sorveglia il tuono e il tremore. Viene identificato anche come il cherubino a guardia dell’Eden con in mano una spada di fuoco. Un altro dei suoi attributi è il libro delle profezie o la pergamena, che egli porta al profeta Esdra rivelandogli i segreti scritti nel libro della verità.

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4 Arcangeli – Immagine etiopica tradizionale

L’arcangelo Uriele durante il secondo Concilio di Roma nel 745, fu eliminato bruscamente dal calendario e dalla liturgia e ne fu proibita la benchè minima devozione. Nonostante questa estrema severità, giustificata dall’assenza della menzione nominale di Uriele nei libri canonici, l’Osservatore Romano il 16 aprile 2011 in occasione del compleanno di Sua Santità Benedetto XVI, pose in prima pagina questa immagine tradizionale etiopica dei quattro arcangeli che incensano la croce di Cristo, con un riferimento speciale all’Arcangelo Uriele. Scrive il quotidiano della Santa Sede: “Dio è la mia luce, questo significa Uriel, il nome assegnato al quarto arcangelo da antiche tradizioni ebraiche, presenti soprattutto nel ciclo di Esdra e in quello apocrifo di Enoch, riprese tra l’altro dal cristianesimo etiopico.”.

Ne parleremo sabato 16 novembre 2019 alle ore 17,30 in via Paleologi, 24 nella conferenza ad ingresso libero dal titolo: “ANGELI E DEMONI”, secondo appuntamento del ciclo “ANGELI”. Per informazioni, telefono 0142.71319 oppure 338.4092394.

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ANGELI, GLI ESSERI CELESTI

Gli Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele.jpg

Gli Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele.

Degli Angeli se ne parla in varie tradizioni, vengono definiti come Esseri soprannaturali, alati, celesti. Di loro se ne scorgono tracce nelle culture di diverse latitudini ed epoche, sebbene con approcci differenti. Eppure, per quante descrizioni ed indicazioni coerenti si possano trovare, che consentono di approfondirne la conoscenza e di individuarne delle caratteristiche, il mondo degli Angeli nella sua essenza rimane misteriosissimo e segreto. Che natura hanno queste creature celesti, dove si trovano, qual è la loro missione?

Queste sono alcune delle domande che cercano una risposta negli studi e nelle indagini di ieri e di oggi.

L'Arcangelo Gabriele e Maometto

L’Arcangelo Gabriele e Maometto

Di Angeli non se ne parla solo in ambito strettamente religioso: l’Arte, attraverso un magistrale uso dei simboli e dell’immaginazione nelle sue rappresentazioni, è in grado di offrire alcune suggestioni utili per condurre l’animo umano a comprendere ciò che non ha forma. Così la pittura e la scultura di alcuni artisti ispirati, attraverso il linguaggio delle raffigurazioni e del colore, ci rendono partecipi di conoscenze non accessibili, se non mediante l’intuizione artistica.

L’arte della poesia celebra questi Esseri soprannaturali nel modo più esemplare con le rime allegoriche del Sommo Poeta Dante Alighieri, che ne fa dei custodi premurosi sempre presenti nei momenti più significativi del suo mistico viaggio.

Dante e Beatrice circondati dalle Gerarchie Angeliche.jpg

Dante e Beatrice circondati dalle schiere angeliche. (Illustrazione di Gustavo Dorè)

Il nostro percorso per conoscere meglio queste antiche e celesti figure chiamate Angeli, inizierà sabato 9 novembre alle ore 17,30 in via Paleologi, 24 a Casale Monferrato con il primo incontro: “GLI ANGELI NELLA TRADIZIONE” che parlerà di questi messaggeri celesti e del loro intervento nella storia dell’umanità presentandosi con certe caratteristiche comuni a diversi popoli e culture.

CONFERENZE AD INGRESSO LIBERO:

– Sabato 9 novembre 2019, ore 17,30Gli Angeli nella Tradizione.

– Sabato 16 novembre 2019, ore 17,30Angeli e demoni.

– Sabato 23 novembre 2019, ore 17,30 – Divina Commedia – Libro degli Angeli.

– Sabato 30 novembre 2019, ore 17,30L’Arcangelo Michele e i luoghi delle apparizioni.

LA GRANDE OPERA: TECNICHE E SEGRETI DI UNA VIA SPIRITUALE

Gli Alchimisti affermano che si giunga alla Pietra Filosofale attraverso un percorso chiamato “GRANDE OPERA”. Cosa occorre per compiere questo ardito viaggio? L’Alchimista è sempre raffigurato all’interno di un laboratorio. Per lui la fucina è il luogo delle avventure, la dimensione in cui cercare il frutto di una “trasformazione”.

Il termine “Grande Opera” riassume le operazioni necessarie per ottenere la metamorfosi della materia prima: l’individuo stesso. Come possono uomini e donne, oggi, percorrere il sentiero della trasformazione di sé? Nel corso di questo appuntamento cercheremo di raccontare le fasi salienti della fatica alchemica e alcuni simboli allegorici usati per descriverla. Tutto è possibile con un solido fondamento: quello della Conoscenza. Vi aspettiamo venerdì 7 giugno alle ore 21.00. Relatrice: Alessandra Canini. Per informazioni, telefono 0142.71319 oppure 338.4092394.

La Grande Opera Alchimia

LA PIETRA FILOSOFALE: CHIMERA O CONQUISTA?

In diverse epoche storiche uomini di scienza e di sapere, che il volgo chiamava Alchimisti, si fecero cercatori della miracolosa Pietra Filosofale, utilizzando procedure insolite, materiali difficili da reperire, strumenti e laboratori solitamente adoperati per altre necessità. Un lavoro non privo di rischi, tanto che molti scelsero di operare nel silenzio e nel più assoluto anonimato. Ricordiamo che era in auge la “Santa Inquisizione”, che pur con scopi nobilissimi si rivelò ben presto uno strumento di tortura e di morte, di persecuzione e discriminazione.

Questa Pietra era conosciuta anche come un elisir capace di trasformare il piombo e tutti i metalli imperfetti in oro purissimo, conservando il corpo nella pienezza del suo vigore per l’eternità.
I pochi che la conquistarono, custodirono il prezioso segreto affinché non finisse nelle mani sbagliate, nascondendo nelle loro opere, dietro il velo del simbolismo alchemico ed ermetico, il procedimento per ottenerla, forse per paura di essere condannati, forse per un giuramento fatto che obbligava a non “dare le perle ai porci”.
La Pietra racchiude un significato simbolico interessante e ampio, usato anche in epoca templare dai costruttori delle famose cattedrali.
Le maestose cattedrali gotiche sono un vero e proprio manuale alchemico scolpito nella pietra: adornate di immagini e fregi, rappresentano per i veri cercatori una mappa da seguire attentamente per giungere al tanto desiderato traguardo spirituale.
Tutto questo non fa parte solo del nostro bagaglio storico, non è una mera curiosità appannaggio dei medievalisti o degli appassionati nostalgici. Oggi, grazie agli studi ed alle sperimentazioni condotte da Tommaso Palamidessi, possiamo anche noi cimentarsi nella “impossibile” conquista della Pietra Filosofale.
Nei Quaderni di Archeosofia infatti ci sono tutte le chiavi per decifrare il linguaggio alchemico, tutte le tecniche riscoperte e modernizzate per rendere appunto realizzabile anche all’uomo e alla donna del III Millennio ciò che gli antichi alchimisti ci hanno tramandato.
Vi aspettiamo venerdì 31 maggio (ore 21.00 – ingresso libero) per parlarne insieme!  Relatori: Paolo Guagliumi. Per informazioni, telefono 0142.71319 oppure 338.4092394.

Pietra Filosofale

OLTRE IL VELO DEI SIMBOLI

Terzo appuntamento con l’Alchimia, venerdì 24 maggio (ingresso libero – ore 21.00). I giovani ricercatori e appassionati “alchimisti” moderni, ci raccontano qualcosa in più del simbolismo alchemico.
Abbiamo più volte detto che fin da subito, con Ermete Trismegisto, Mosè, passando per autori come Paracelso, Cardano, Böhme e Kunrath, quest’Arte segreta è stata tramandata fino ad oggi in trattati che si leggono con difficoltà, quasi incomprensibili.
Nei loro testi si ritrova un linguaggio fatto di simboli nati dalla fusione tra gergo chimico e realtà spirituale.
Simboli che contengono preziose informazioni: oltre il velo dei loro segni grafici c’è un’autentica realtà spirituale che può essere vissuta anche al giorno d’oggi.
Non è difficile intuire che gli alchimisti sono stati spesso incompresi da chi non conosceva il linguaggio ermetico.
Ed è proprio per questo che molti vedono nell’Arte Alchemica una scienza materiale, una chimica rudimentale, fatta di pasticci, astrusità e qualche successo. La Scienza Alchemica tratta di una realtà spirituale e dà, ai volenterosi, i metodi per compiere la più grande delle trasformazioni: cambiare la propria natura interiore da grezza, impotente, schiava di ogni necessità, in una natura libera, dotata di poteri quasi (e sottolineo quasi) divini, che non teme né la morte né il giogo della vita sulla terra.
Per questo motivo può sembrare una Scienza dell’impossibile.
Conoscendo le chiavi della simbologia con la quale gli alchimisti scrivono, può essere scienza sperimentale e realtà da viversi anche oggi.
L’Associazione Archeosofica non a caso organizza nelle varie Sedi italiane ed europee, corsi di avviamento alla meditazione, di ginnastica respiratoria e psico-somatica, corsi per lo sviluppo delle facoltà mentali, e tanti altri ancora, tutti propedeutici alla realizzazione della fantomatica “Pietra Filosofale”.
Vi aspettiamo dunque venerdì 24 maggio alle 21.00 in via Paleologi, 24 a Casale Monferrato per parlarne insieme e darvi tutte le informazioni che chiederete. Relatori: Filippo Costanti e Simone Menichetti. Per informazioni, telefono 0142.71319 oppure 338.4092394.

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LE CHIAVI DELLA TRASMUTAZIONE ALCHEMICA

Tutti sanno che gli alchimisti hanno dato un grande contributo alla chimica moderna, scoprendo nei loro laboratori sostanze che ancora oggi utilizziamo. Ma ci hanno lasciato anche un “manuale operativo” che spiega come ottenere il prezioso oro, metallo incorruttibile come lo spirito dell’uomo risvegliato. Una conquista che si otteneva (e si può ottenere) dopo un duro e metodico lavoro su se stessi. Scopriremo insieme il significato del simbolismo che descrive la materia con cui si opera e gli strumenti da adoperare, perché il linguaggio alchemico è composto di allegorie e simboli.
Gli alchimisti descrivono tutte le operazioni fisiche, animiche e spirituali  da compiersi per arrivare ad una completa trasformazione della nostra interiorità, una “trasmutazione alchemica” che separa tutto quello che è scoria, pesantezza, zavorra inutile, lasciando ampio spazio e respiro all’Io dell’uomo e della donna, rigenerato e dunque libero. Ricercando la trasmutazione del piombo in oro personaggi importanti come Lullo, Bacone o Paracelso,  fecero molte scoperte chimiche grazie allo studio della materia nei loro laboratori; scoperte che ancora oggi utilizziamo abitualmente e che furono le basi della chimica moderna.
Sostanze come alcool, acqua borica o etere solforico infatti hanno radici nei laboratori alchemici. Se interpretiamo la materia su cui lavorare come l’uomo e la donna nella loro totalità ecco che tutto il laboratorio e tutti i suoi strumenti assumono un diverso significato.
Il fornello, i mantici, le diverse fasi, tutto acquista un valore operativo che ci riguarda da molto vicino.
Nel processo di separazione dello spesso dal sottile, il fuoco ha un valore determinante. Il fuoco raccontato nei miti e nelle leggende, il fuoco divino conquistato con fatica dall’eroe diventa la scintilla necessaria per illuminare il sentiero che conduce alla Pietra Filosofale.
Vi aspettiamo venerdì 17 maggio alle 21.00 per proseguire insieme questo tema affascinante in via Paleologi, 24 a Casale Monferrato. Relatori: Federica Longo, Luca Elli, Luca Sgarro. Per informazioni, telefono 0142.71319 oppure 338.4092394.

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