L’ASTROLOGIA E LA TRADIZIONE SAPIENZIALE

Corrispondenze zodiacali del corpo umano - Michele di Rodi 1401

Corrispondenze zodiacali del corpo umano – Michele di Rodi, 1401

Quando si sente parlare di astrologia si pensa a quella branca del sapere che al giorno d’oggi è quasi sempre privata del valore che aveva millenni or sono. Viene banalizzata in riviste o rubriche televisive e radiofoniche in cui compare soltanto per cercare di allietare i lettori sul modo di comportarsi, spesso azzardando qualche improbabile e generica previsione.

Tutt’altra cosa era l’Astrologia quando venne concepita in origine come vivo patrimonio sapienziale  da popoli quali i Caldei, gli Egiziani, i Greci, gli Indiani, gli Inca, i Cinesi, gli Arabi, gli Ebrei: la tradizione astrologica più profonda ci conduce in epoche lontane dove uomini sapienti avevano il privilegio di custodire una scienza e un’arte così importante per la rigenerazione delle coscienze. Costoro concepivano la natura vivente come un grande corpo sacro e animato nel quale i singoli individui vivevano il culto della propria religione strettamente legato alla natura, alle sue fasi e ad importanti date e periodi dell’anno solare che venivano utilizzati per celebrare riti dai sacerdoti delle varie religioni nei rispettivi templi.

220px-Andrea_Argoli

Andrea Argoli (Tagliacozzo, 1570 – Padova, 27 settembre 1657)

Se poi consideriamo l’eredità ricevuta e approfondita da noi occidentali moderni, disponiamo di un patrimonio ancora inutilizzato e presente fra le importanti opere scritte da personaggi del calibro di Andrea Argoli, Regiomontano, Morin de Villefranche, Francesco Junctino, Gerolamo Cardano, De Titis, Luca Gaurico, Tommaso Campanella, Giovanni Keplero, H. Freiherr Von Klockler e molti altri. Costoro hanno scritto importanti lavori, talvolta di difficile reperibilità, sovente in latino, alcuni dei quali non sono mai stati tradotti nelle varie lingue e perciò studiati.

Nel passato questi autori hanno scritto di Astrologia nei vari settori di indagine ovvero psicologica, medica, socio-politica, meteoro-agricola, mistico-iniziatica, fitoterapica.

L’astrologia si è dunque estesa da essere nell’antichità patrimonio riservato al Faraone, all’Imperatore, al Re diventando accessibile a più persone e si è spinta oltre allo stilare un grafico zodiacale, gli aspetti fra i pianeti nei Segni e nelle Case, calcolando le Direzioni e le Rivoluzioni Solari per soddisfare la pur lecita curiosità dei committenti che in genere domandano soltanto di fatti e questioni ordinarie e quotidiane.

Astrologia_Indiana

Un grafico astrologico indiano

L’Astrologia Esoterica è quella che ha dei riferimenti ad esempio nei tradizionali Jyoshis Shashtras indiani, ovvero trattati di Astrologia dalle radici millenarie che si occupano di stabilire come e quando operano le influenze astrali buone sull’individuo e sulla sua costituzione. Con Jyotish, vocabolo che deriva dal sanscrito e che significa “Luce, corpo celeste”, si identifica il sistema tradizionale di astronomia/astrologia indiana anche nota come astrologia Indù oppure più recentemente come astrologia vedica.

Nello Jyotish, come accade  nell’astrologia occidentale, il quadro astrale di nascita consente di studiare la persona da varie prospettive. Nell’astrologia indiana ricoprono notevole importanza le posizioni della luna, Chandra, rispetto al sole, Surya. Sono la sua posizione al  momento della nascita e la posizione dei nodi gli elementi principali di un quadro astrale indiano.

Lo Zodiaco indiano è siderale, cioè i segni astronomici corrispondono alle costellazioni e dunque rimane fisso rispetto alle stelle, mentre lo Zodiaco studiato da noi occidentali è tropicale, cioè basato sul segno, senza alcuna corrispondenza con le costellazioni ma efficace ai fini dello studio e dell’approfondimento: Zodiaco dei Segni e Zodiaco delle Costellazioni sono differenti ed hanno diverso significato nell’analisi astrologica.

Proseguiremo a parlare di Astrologia con particolare riferimento al libero arbitrio, a partire da giovedì 12 novembre alle ore 21,00 in via Paleologi, 24 presso la Sede della Sezione di Casale Monferrato dell’Associazione Archeosofica. Studiando il patrimonio tradizionale e millenario, verranno forniti anche elementi per scegliere i momenti migliori per l’edificazione spirituale e la trasformazione della coscienza: come il contadino non semina a caso ma osserva con saggezza il calendario della Luna e degli altri pianeti per seminare correttamente secondo natura e poi cogliere i frutti, le radici o le erbe nel momento balsamico più efficace, allo stesso modo cercheremo in alcuni incontri di approfondimento di comprendere meglio il ruolo di queste forze del cosmo su di noi e sul pianeta Terra. Per informazioni, telefono: 0142.71319.

GLI ASPETTI E LA LORO ORBITA IN ASTROLOGIA

Il_Sole_e_lo Zodiaco_Manoscritto_del_X_secolo

Il Sole e lo Zodiaco. Manoscritto del X secolo.

Ogni astro è a tutti gli effetti da considerarsi come un centro di forza cosmica, che proietta nello spazio raggi e linee di forza, alcune delle quali investono la Terra o altri pianeti. Il fascio di raggi che un pianeta proietta sulla Terra, subisce una temporanea trasformazione, prodotta dall’incrocio del fascio di raggi provenienti da altri corpi celesti. Un raggio proveniente da un pianeta, prima di raggiungere la Terra, subisce non solo una deviazione prodotta dal perturbamento dei raggi di altri astri, ma giunge sino a noi trasformato dall’energia di altri astri, pur mantenendo essenzialmente le sue caratteristiche.

L’aspetto fra due o più corpi celesti  è l’angolo che intercorre fra il centro della Terra e due o più astri. Si misura, come tutti gli angoli, in gradi, minuti e secondi d’arco ed è questione di differenza di longitudine misurata sull’Eclittica. L’aspetto viene a stabilire di quanti gradi sono inclinati reciprocamente i due fasci radioattivi dei pianeti detti “In aspetto”.

Serie grandi congiunzioni tratta dal libro di Keplero "De Stella Nova" (1606).

Serie grandi congiunzioni tratta dal libro di Keplero “De Stella Nova” (1606).

Così quando due pianeti sono detti essere “In quadratura”, si intende che i loro raggi e le loro linee di forza si incrociano formando un angolo di 90°.

Inoltre si distinguono due tipi di aspetto: l’aspetto applicante che si verifica quando un pianeta di moto rapido tende a raggiungerne uno più lento oppure quando un pianeta retrogrado va incontro ad un pianeta diretto; l’aspetto separante si verifica quando due pianeti hanno tendenza ad allontanarsi l’uno dall’altro. L’influenza di un aspetto applicante è maggiore dell’influenza dello stesso aspetto separante.

Manoscritto_Ebraico_Kabbalistico_trattante l'Astrologia

Manoscritto ebraico kabbalistico.

Il principio degli aspetti si basa sulle affinità o sugli antagonismi elementari riscontrati fra i diversi Segni dello Zodiaco. I Segni si armonizzano innanzi tutto con quelli della stessa natura:

  • Fuoco con Fuoco (Ariete, Leone e Sagittario).
  • Acqua con Acqua (Cancro, Scorpione, Pesci).
  • Aria con Aria (Acquario, Gemelli, Bilancia).
  • Terra con Terra (Toro, Vergine, Capricorno).

e poi con quelli con i quali è possibile la combinazione armonica di sintonia, cioè ad esempio, Segni di Fuoco e Aria, oppure Segni di Terra e Acqua.

Non possono simpatizzare i Segni di natura diversa, per esempio Segni di Terra e Fuoco oppure Segni di Fuoco e Acqua. Quindi, dalla posizione di due o più pianeti nello Zodiaco è giudicabile la loro influenza e affinché l’effetto dell’azione planetare sia completo, i due corpi celesti devono occupare gradi identici nei due Segni.

orbita_pianeti_after_saint_bede_il_venerabile_673-735

Orbita di pianeti, manoscritto di San Beda (673-735) detto il Venerabile.

L’influsso dell’aspetto si esercita alquanto prima o dopo che i pianeti abbiano raggiunto l’intervallo esatto dell’aspetto stesso: le orbite degli aspetti sono la misura del limite vibratorio degli aspetti e solo raramente i pianeti si trovano in aspetto preciso. Di seguito sono riportate le orbite di aspetto per i vari pianeti:

  • Orbita del Sole: circa 17°.
  • Orbita della Luna: circa 12°.
  • Orbita di Giove: circa 10°.
  • Orbita di Marte, Venere, Mercurio, Saturno, Urano, Nettuno, Plutone: circa 8°.

Per avere l’orbita esatta di un aspetto occorre addizionare le rispettive orbite dei due pianeti che lo compongono e dividere per due.

Si proseguirà a parlare di aspetti, di astrologia, astronomia e libero arbitrio nelle 4 lezioni teoriche e pratiche di approfondimento che si terranno a partire da giovedì 12 novembre alle ore 21,00 in via Paleologi, 24 a Casale Monferrato. Per informazioni e iscrizioni, telefono 0142.71319.

LA MEDITAZIONE

meditazione_asti_1Il corso di avviamento alla meditazione è strutturato in modo da far acquisire ai partecipanti gli elementi base delle tecniche per poter eseguire una buona e corretta meditazione sui simboli.

padmasanaLa mente dell’uomo ha delle proprietà meravigliose da cui dipendono tutte le realizzazioni interiori ed esteriori. Queste proprietà, che possiamo definire leve di comando psico-spirituali,  sono: l’attenzione, la concentrazione e la meditazione cioè una concentrazione prolungata della mente senza mai distrarsi, senza pensare ad altre cose o guardando mentalmente un altro oggetto, un’idea, un concetto. Gli esercizi di meditazione sono coadiuvati da un ritmo respiratorio e dalla recitazione mentale di un logodinamo (o parola forza). Da epoche antichissime gli asceti venivano educati alla corretta respirazione, proprio perchè é di grande aiuto per ottenere una buona concentrazione e meditazione.
Per tutti gli esercizi é consigliabile assumere un corretto atteggiamento corporeo scegliendo tra  la posizione del triangolo o del fiore di loto (posizione ascetica utilizzata dagli Esseni, dai Terapeuti e dagli eremiti cristiani dei primi secoli), la posizione in ginocchio, oppure la posizione faraonica.

Ad Asti è possibile iscriversi e frequentare il CORSO DI AVVIAMENTO ALLA MEDITAZIONE dal 6 ottobre alle ore 21.00 presso il Circolo Nosenzo Sport e Cultura in via Filippo Corridoni, 51 dove si terrà una serata introduttiva alle lezioni. Le successive lezioni saranno di martedì e ci si può inserire in qualsiasi serata previo avviso telefonico.

Per informazioni, telefonare al 333.1014417 oppure al 0142.71319.

meditazione_asti

LA PITTURA ICONOGRAFICA

disegno-2ll corso di pittura iconografica programmato dalla nostra Associazione è una bellissima esperienza alla portata di tutti che consente di far emergere il talento artistico innato in ognuno.

Il corso non richiede alcuna esperienza pittorica pregressa e prevede vari livelli di difficoltà, per apprendere gradualmente tutti i segreti di quest’arte millenaria. Inizia copiando icone di grandi maestri iconografi del passato, come lo fu ad esempio il grande Andreij Rublev, mentre nei livelli più avanzati l’obiettivo sarà il produrre una icona originale con regole per la costruzione dell’insieme dei volti, delle vesti, dei simboli, degli elementi e dei luoghi che compongono il quadro iconografico. Questo speciale tipo di pittura si esegue su tavola di legno opportunamente preparata, usando come colori pigmenti naturali come terre e ocre.

pigmenti_naturali_terre_ocre

I colori più scuri vengono stesi per primi e schiariti in strati successivi e già nella pittura iconografica antica, per prime venivano dipinte le vesti dei soggetti, per poi passare all’incarnato. La realizzazione del dipinto segue inoltre precise regole simboliche e durante le lezioni vengono anche fornite informazioni in merito al significato delle icone, al simbolismo dei colori e a tutti quegli elementi che permettono di conoscere questa preziosa arte in tutti i suoi aspetti.

Il corso si tiene ogni martedì sera dalle ore 20.30 alle 23.00 circa presso la Sede in via Paleologi, 24. E’ possibile inserirsi nel gruppo per dipingere una nuova tavola in qualsiasi serata.

Vi invitiamo inoltre a collegarvi al sito internet www.iconainarte.it per avere ulteriori informazioni sulla meravigliosa arte della pittura iconografica, visionare gallerie che mostrano le icone degli allievi e Mostre che si sono tenute in Italia e all’estero.
Per informazioni e iscrizioni, potete telefonare al numero 347.2556742 oppure al 0142.71319.

Crocifissione

 

LA RICERCA ALCHEMICA E LA PIETRA FILOSOFALE

sfinge

La sfinge

Il voler comprendere la propria natura e la propria origine è un profondo desiderio degli esseri umani che ha spinto gli scienziati a studiare il corpo umano e la psiche, la natura e l’Universo nel quale viviamo; filosofi a dissertare sull’origine e il fine delle cose; pittori e poeti a rappresentare le bellezze del mondo; religiosi a cercare di comprendere il divino grazie al loro sforzo personale e ad alcune importanti rivelazioni avvenute sia nel mondo occidentale che orientale. Questo profondo desiderio di conoscenza della propria origine e della propria fine si è tradotta e si traduce in azione, nel movimento di andare alla ricerca di una risposta alle eterne e vive domande poste dalla tacita Sfinge al viandante pellegrino: “Chi sei, da dove vieni, dove vai?”.

Tavola_Simboli_Alchemici_Archeosofia_Casale_Monferrato_Estesa

Tavola con alcuni simboli alchemici

Nel Medioevo e nel Rinascimento l’Alchimia fu l’espressione sapienziale della conoscenza capace di studiare le profondità dell’essere umano, delle sue origini e della sua coscienza per trasformarla grazie a dei procedimenti. Fu un’espressione parziale di quella Sapienza la cui origine si perde nella notte dei tempi, fondata su principi espressi dietro al velo dei simboli in testi definiti appunto “Alchemici”. I simboli, i poemi e gli scritti di criptica interpretazione, servirono per lavorare e per preservare le operazioni che gli alchimisti svolgevano, in un periodo in cui lo scrivere e il parlare potevano mettere a rischio la loro stessa vita. E al tempo stesso perchè il lavoro di decifrazione aiutava l’elaborazione di un pensiero più elevato, più informale.

Ermete_Trismegisto_Duomo_Siena

Ermete Trismegisto – Duomo di Siena

L’Alchimia fu l’eredità e l’approfondimento di un filone sapienziale che nella remota antichità fu trasmessa nelle Università dei Sumeri oltre 3000 anni prima della venuta di Cristo. Si insegnò nei collegi dell’antico Egitto nelle città di Menfi e di Tebe,  nelle scuole e nei seminari ellenici di Ermete Trismegisto, fra gli Esseni del Mar Morto a Qumran, fra i Terapeuti citati da Filone di Alessandria, ecc. Giunse inizialmente in Europa tramite la traduzione di testi arabi e lo stesso vocabolo Alchimia ha origine dalla lingua araba: alchimia deriva dall’arabo al-kīmiyya o al-khīmiyya (الكيمياء o الخيمياء), composto dall’articolo determinativo “al” e dalla parola kīmiyya che significa “chimica” e che a sua volta, sembrerebbe discendere dal termine greco khymeia (χυμεία) che ha tra i suoi significati “fondere”, “colare insieme”, “saldare”, “legare”.

Verso il XIII secolo iniziò a prodursi una vera e propria letteratura alchemica occidentale, che ha fissato i capisaldi della filosofía alchemica grazie a figure del calibro di Ruggero Bacone, Raimondo Lullo, Arnaldo di Villanova, Gichtel, Paracelso, Nicola Flamel, Cagliostro, ecc.

Laboratorio_Alchemico

Laboratorio Alchemico

Gli Alchimisti lavoravano dunque con una certa tranquillità in laboratori adatti al trasmutare i metalli vili in metalli nobili, facendo cambiare la loro natura. Molti hanno ritenuto questi lavori da compiersi solo in senso materiale, studiandone i processi chimici: ma l’Alchimia ha una sua valida efficacia solo se la si considera quando si rivolge all’interiorità dell’essere umano e alla sua splendida e complessa costituzione.

Duomo_Di_Siena

La navata centrale del Duomo di Siena

L’Alchimia si occupa sia della sostanza fisica delle cose, ovvero della materia sensibile, ma soprattutto degli aspetti più importanti del composto umano, la materia intelligibile ovvero dell’anima e dello spirito, sino al giungere alla chimica moderna ed alla fisica atomica (T.Palamidessi, “ALCHIMIA COME VIA ALLO SPIRITO” – pag.3). Gli alchimisti utilizzarono un linguaggio con espliciti riferimenti alla natura, all’astrologia, alla metallurgia, alla fisica e alla chimica e numerosi sono stati i riferimenti lasciati in ambito artistico specialmente tramite tavole, sculture, mosaici, talvolta poste all’interno delle stesse strutture religiose come accadde nello splendido Duomo di Siena e in altre Chiese.

Tavola_Simboli_Alchemici_Archeosofia_Casale_Monferrato

Alcuni simboli utilizzati in Alchimia

Alambicco, mantici, athanor, mercurio, sale, solfo, luna, fuoco magico, furono solo alcuni dei simboli usati da questi ricercatori della Pietra Filosofale o Elisir, in relazione al realizzare il “Capolavoro della Natura aiutata dall’industria umana”. Gli alchimisti utilizzarono anche l’aiuto delle erbe per lo svolgimento di questi lavori e lo studio della fitoterapia fu parte integrante del sapere alchemico.

L’obiettivo principe degli alchimisti fu dunque la realizzazione della così detta “Grande Opera”, cercando di arrivare a possedere la così detta “Pietra Filosofale”, ovvero una “Pietra magica”, capace di trasmutare tutti i metalli vili nell’oro purissimo, così splendente da essere simile alla natura divina.

cubo_piramideLa “Pietra filosofale” viene mostrata nell’iconografia nella forma di una piramide posta su di un cubo, ovvero una “Pietra cubica a punta”: questo schema è in relazione al quadrato sormontato dal triangolo che può essere legato ad un altro simbolo lo Zolfo alchimistico ovvero una croce sormontata da un triangolo: simboli costruiti ad arte dai sapienti alchimisti.

Tantissimi furono i cercatori della “Pietra Filosofale” di cui alcuni furono uomini di grande erudizione e fede come San Tommaso d’Acquino ed il suo maestro Sant’Alberto Magno detto Doctor Universalis. Entrambi furono predicatori dell’ordine monastico Domenicano e ci hanno lasciato dei testi di pregio e valore che testimoniano la vicinanza della Tradizione Alchemica Medievale con il Cristianesimo: i veri alchimisti sono stati degli uomini di purezza e di misticismo e furono profondi conoscitori dell’Ermetismo. Allo stesso Aquino sono attribuibili alcuni testi alchemici tra cui spicca per erudizione “LA PIETRA FILOSOFALE”.

San_Tommaso_Acquino

San Tommaso d’Acquino

Una leggenda medievale raccontava che i due dottori della Chiesa si conoscessero e che il patrimonio sapienziale di San Domenico comprendesse proprio il secretum secretorum, la perfezione terrena, la così detta “Pietra Filosofale”. Questo misterioso arcano fu consegnato ad Alberto Magno, che lo riveló poi al suo discepolo Tommaso d’Aquino.

Proseguiremo a parlare di “LA PIETRA FILOSOFALE E IL MAGISTERO DEL SOLE”, giovedì 25 giugno alle ore 21,30 in via Paleologi 24 a Casale Monferrato. Ingresso libero. Per informazioni, telefono 0142.71319.

L’ATHANOR: FORNELLO PER IL FUOCO FILOSOFICO

Fornello_Alchemico

Un fornello alchemico in un testo arabo

L’Alchimia è sempre stata associata nell’immaginario collettivo alla ricerca di un metodo da parte di alchimisti del medioevo e del rinascimento per trasformare il piombo o i metalli vili in oro.

In realtà la pratica alchemica ha un’origine ben più lontana nel tempo e si può attribuire a sapienti popoli del passato, la cui conoscenza ha fatto parte di una catena ininterrotta, un filone sapienziale i cui anelli appartengono all’epoca atlantidea, caldea, egiziana, greca, romana, araba, cinese e italico medievale.

Un’origine che risale così addietro la spirale del tempo aveva come patrimonio il custodire delle profonde verità che dietro al velo dei simboli consentivano a chi lavorava nei laboratori alchemici, di cercare di ottenere la così detta pietra filosofale attraverso il passaggio di diverse e importanti fasi.

Araba_Alchimia

Un laboratorio alchemico arabo

Secondo un testo arabo alchemico dell’XI secolo tra l’altro le piramidi venivano considerate come dei laboratori alchemici, anche in virtù della loro progettazione, la cui forma a base quadrata e facce triangolari è anche profondamente simbolica: il 4 era in relazione alla materia, ai quattro elementi, al mondo. Il tre alla Trinità divina (riconosciuta ad esempio in Osiride, Iside e Horus) e il vertice era associato al Sole che con i suoi raggi, i lati della piramide, giungeva ad illuminare la terra, la base, la vivificava e  trasformava. In alcuni casi, il vertice della piramide era d’oro a simbolizzare la divinità e le facce della piramide erano ricoperte di calcare bianco.

Una delle operazioni o fasi fondamentali nell’arte alchemica medievale era la distillazione, le cui origini si fanno risalire all’Egitto e alla Persia per poi essere trasmesse agli Arabi.  E’ una delicata operazione che come tutte le fasi alchemiche può essere interpretata per allegoria in senso più esteriore e fisico oppure in senso più profondo, intimo e spirituale: l’Alchimia può essere infatti definita anche la Scienza dell’Io profondo ed utilizza un linguaggio quasi sempre simbolico per essere praticata e trasmessa, ponendo la coscienza dell’uomo e della donna, al centro dei suoi lavori.

Alchimia_Cinese

La distillazione alchemica in Cina

La distillazione è l’operazione capace di separare gli elementi ovvero una sostanza dall’altra, portando un liquido allo stato di vapore per poi ricondensarlo ed ottenerne come estratto l’essenza, vocabolo derivante dal latino “essentia”, derivato di “esse”, “essere”. Un obiettivo dei lavori alchemici era infatti “l’energizzamento” ed il risveglio dell’Io nell’individuo. L’essenza così estratta rappresentava dunque la componente migliore della materia originaria di partenza, privata di tutti gli aspetti più grezzi, pesanti e volgari.

Athanor_Manoscritto_Arabo_British_Museum

Athanor Manoscritto Arabo conservato presso il British Museum

Nel laboratorio alchemico, l’alchimista utilizzava mortai, crivelli, crogiuoli, alambicchi, storte, disponeva cioè di vari strumenti utili per il suo lavoro. Tra di essi, un altro oggetto importante per svolgere l’Opera era rappresentato dal così detto Athanor o Athanar o fornello, perchè senza il calore del fuoco nessun lavoro alchemico sarebbe stato possibile e in particolare la distillazione sarebbe stata impossibile. Una proprietà utile al funzionamento di questo fornello era la lentezza: doveva essere costruito in modo da funzionare con poco fuoco, doveva cioè essere alimentato da una fiamma tenue e lavorare costantemente. In questo fornello il sapiente alchimista sapeva che il fuoco doveva bruciarvi senza tregua, fino alla perfezione dell’elisir.

Marsilio_Ficino,von_Leonardo_da_Vinci

Marsilio Ficino

Tavola_Di_Smeraldo_Ermete_Trismegisto

La Tavola Smeraldina

I testi alchemici fanno parte di una cosiddetta “Via degli Alchimisti” percorsa in Occidente da coloro che calcarono la tradizione Ermetico-Alchimistica e di cui la letteratura Ermetica ne rappresentò il corpo dottrinale. Nel 1463 fu Marsilio Ficino (Figline Valdarno, 19 ottobre 1433 – Careggi, 1º ottobre 1499), filosofo, umanista e astrologo italiano che tradusse dal greco al latino i 14 trattati del Corpus Hermeticum, raccolta di scritti attribuiti alla figura sacra e leggendaria di Ermete Trismegisto. Questo trattato considerava la natura come un corpo sacro e vivente, un grande organismo che racchiude in sè i corpi che vi albergano, dotata di un’anima e di un’essenza divina. Una natura che considerava il rapporto tra un grande mondo o macrocosmo e un piccolo mondo identificato dall’uomo detto anche microcosmo e che vi identificava puntuali corrispondenze: secondo questo principio ermetico l’uomo sarebbe specchio dell’Universo.

Proseguiremo a parlare dell’Athanor e del fuoco filosofico in un approfondimento ad ingresso libero che si terrà il 18 giugno 2015 alle ore 21,30 presso la Sede dell’Associazione Archeosofica in via Paleologi, 24 a Casale Monferrato. Per ulteriori informazioni sulla serata potete telefonare al numero 0142.71319.

L’ARTE REALE E LA TRADIZIONE ERMETICA

Flammarion_Mondi_SoprasensibiliL’Alchimia nella sua più intima essenza tratta dei segreti dell’Universo e della rigenerazione spirituale dell’uomo e della donna. A prima vista lo scettico lettore potrebbe replicare: è una scienza, un’arte? Quali origini ha? Che cos’è la Pietra Filosofale tanto ambita dagli alchimisti? E la Grande Opera? Avendo perduto le chiavi di interpretazione dei misteri antichi, della mitologia e dei testi sacri, uomini e donne sono divenuti diffidenti o indifferenti a queste tematiche e potrebbero giungere a frettolose conclusioni considerando l’Arte Reale alchemica come un qualcosa di falso o inesistente, simile ad un miraggio nel deserto.

Per chi non si scoraggia e vuole collaborare per riconquistare la memoria delle nostre divine origini diremo che rispondere a queste domande è ancora possibile in quanto l’Alchimia è esperienza viva vissuta da quegli individui tenaci d’una volontà adamantina che tramite un lento ma inesorabile processo di perfezionamento interiore si sono trovati faccia a faccia con il mistero, traversando nell’intimo del loro cuore e della loro mente, le fasi alchemiche della Grande Opera.

ErmeteTrismegisto_Pavimento_Duomo_Siena

Ermete Trismegisto – Duomo di Siena

L’Alchimia poggia su un insegnamento non arbitrario ma tradizionale inerente tutti i rami delle Scienze, delle Arti, delle Lettere e delle Filosofie le cui origini si fanno in parte risalire a Thot Ermete, il tre volte grande e tre volte sommo sacerdote Egizio che fu autore della “Tabula Smaragdina” quale sintesi di tutta la filosofia profonda.
Si tratta quindi di una tradizione antichissima che i saggi delle varie epoche storiche e civiltà, in Egitto, Caldea, Persia, India, Italia e Grecia, ci hanno trasmesso sotto il velo di un linguaggio volutamente simbolico ed enigmatico al fine di custodire dalla profanazione la dottrina Ermetica che realizzata, conduce l’Uomo e la Donna rigenerati in Dio, alla conquista della Gnosi Integrale, la Verità che rende liberi.

E’ chiaro dunque che il fine dell’Ermetismo è di natura metafisica e i processi alchemici quali putrefazione, separazione, calcinazione e sublimazione si attuano in noi, cioè nella materia primordiale intelligibile che costituisce i Principi di cui è composto l’Egotermine con cui Archeosofica si riferisce all’Uomo e alla Donna veri – preesistenti alla nascita del corpo fisico, e in cui vi è il riflesso dell’immortalità ed dell’ eternità di Dio.
I Figli dell’Ars Regia hanno voluto lasciarci una testimonianza pulsante tramite sculture, cattedrali e trattati ermetici che sia di esortazione alla donna e all’uomo moderni affinchè inizino anch’essi a “Squadrare la loro pietra” con volontà e disciplina inserendosi in quella strada tracciata e percorsa dai Sapienti di tutte le Tradizioni del mondo antico e moderno.

Si continuerà a parlare di “ARTE REALE E LA TRADIZIONE ERMETICA” presso la Sede di via Paleologi, 24 a Casale Monferrato, giovedì 11 giugno alle ore 21,30. Per informazioni, telefonare allo 0142.71319.