L’anima esiste? Sopravvive alla morte fisica? La reincarnazione ci insegna che la morte non rappresenta la fine della vita, ma costituisce per gli individui una trasformazione, una nuova destinazione per l’anima. Diversi testi religiosi tra cui la Bhagavad-gita, il Papiro egizio di Anana e il Bardo Thodol, conosciuto in occidente come “IL LIBRO TIBETANO DEI MORTI”, parlano del ritorno ciclico dell’anima nei corpi. Oltre alle religioni tra cui l’indiana, la buddista e il taoismo, che contano complessivamente quasi due miliardi di fedeli al mondo, di reincarnazione ne parlarono anche grandi filosofi della Grecia antica tra cui Pitagora, Socrate, Platone, Plotino, Empedocle che la sostennero, esprimendo il proprio pensiero sulla morte e il ritorno ciclico nei corpi.

Origene
Tra i primi Padri della Chiesa, Origene, teologo e scrittore cristiano di altissimo valore e acume spirituale, che nacque ad Alessandria d’Egitto nel 185 d.C. e morì a Tiro nel 254 d.C dopo aver subito la tremenda persecuzione anticristiana dell’imperatore romano Decio, scrisse nella sua Opera magistrale De Principiis, commentando l’epistola di S.Paolo agli Efesini (1, 4-5): “L’anima non ha principio né fine. Ogni anima entra in questo mondo fortificata dalle vittorie, oppure indebolita dai difetti della vita precedente…. Il suo operato in questo mondo determina il posto che avrà nel mondo successivo.”. Nel Contra Celsum (1, XXXII), egli scrive: “Non è razionale che le anime debbano essere introdotte in corpi secondo i loro meriti e azioni precedenti…?” .
In questo senso, la vita terrena rappresenta una sorta di preparazione, un banco di prova, per migliorare o peggiorare la propria condizione evolutiva il cui fine sarebbe il completare il ciclo di evoluzione spirituale.

San Girolamo
Anche San Girolamo (320 – 420d.C.), traduttore della Bibbia chiamata Volgata, condivise il pensiero della trasmigrazione delle anime e concordò con Origene sul commento al passo di San Paolo agli Efesini: “Per divina dimora credo si debba intendere un laddove dove abitavano le creature razionali… nella loro antica beatitudine… prima della loro discesa ad una più bassa condizione… Donde il Dio creatore fece per loro i corpi adatti alla loro umile condizione e creò questo mondo visibile e inviò nel mondo ministri per la loro salvezza” (XCIV Epistola ad Avito).
Nell’Epistola a Demetriade egli scrisse: “L’ordine delle cose è regolato dal governo provvidenziale che ha sotto di sè il mondo intero; alcune potenze precipitano da una posizione più elevata, altre gradualmente affondano nella Terra; alcune cadono volontariamente, altre sono precipitate in basso contro la loro volontà; alcune per spontaneo desiderio assumendosi il servizio di tendere una mano a coloro che cadono, altre venendo costrette per lungo tempo a perseverare nel compito che si sono assunte”. Poi, dopo aver chiaramente evidenziato il suo pensiero in alcune epistole, Girolamo voltò le spalle ad Origene ed ai suoi discepoli.
Se la legge dell’Evoluzione può essere intesa come il lento processo di trasformazione della materia e della coscienza verso stati sempre più perfetti, tendendo ad un modello di perfezione divina, le leggi della Reincarnazione e della Giustizia Universale, ne rappresentano la sua attuazione nel mondo tramite il ritorno ciclico dell’anima in un nuovo corpo ovvero un nuovo veicolo che consente di proseguire l’evoluzione dell’individuo. Strettamente collegate ad esse vi è la così detta legge del Karma, conosciuta e affermatasi in religioni, filosofie e culture orientali, in special modo l’indiana.

Dante Alighieri
Il Karma viene concepito come una legge regolatrice di causa ed effetto per cui ad ogni causa corrisponderà un effetto e ogni effetto si rende origine di una nuova causa su ogni piano: il fisico, l’istintivo, l’emozionale, il mentale, lo spirituale. La legge del Karma, similmente alla legge di gravitazione o ogni altra legge naturale, opera, lavora precisamente nel cosmo e nello specifico attua un processo di regolazione del dare e avere fra gli uomini, la natura e fra questi e Dio. Essa venne citata anche in occidente da diversi importanti autori tra cui ricordiamo Dante Alighieri e Seneca, che utilizzarono il vocabolo “Contrappasso” per riferirsi ad essa.
Si può credere o meno alla reincarnazione, ma la possibilità che la vita si estenda oltre l’ultimo respiro è una concezione trattata ampiamente da libri, riviste, trasmissioni televisive, eccetera. Vi sono rilevanti testimonianze che superano di gran lunga lo scetticismo e la possibilità di allucinazione. Oltre alle prove tradizionali e scritturali, anche studiosi e ricercatori dei nostri tempi hanno raccolto non poca documentazione, in particolare di bambini che hanno manifestato ricordi esatti di luoghi, nomi, date ed eventi, fornendo una prova oggettiva del loro ritorno in un nuovo corpo.
E’ quotidianamente verificabile che ognuno di noi ha difficoltà nel ricordare nei minimi dettagli i piccoli eventi che ci accadono, almeno non a livello conscio sebbene i ricordi vengano registrati dentro di noi in quella parte dell’anima chiamata Ego e più precisamente in un corpo sottile, chiamato “Causale”, e strettamente legato all’anima del legittimo proprietario. Questo è il registratore di tutti i nostri ricordi più salienti e per accedere alle registrazioni, alle immagini di una vita passata occorre occorre ristabilire un ponte fra la nuova memoria fisica e questo “Corpo Causale”.
Perché ricordare le vite passate e per quale motivo vi sono persone che ricordano e altre che non le ricordano? Quali sono i metodi migliori per ottenere il ricordo delle vite precedenti? Cercheremo delle risposte a queste domande, anche con l’aiuto di alcune testimonianze, giovedì 5 marzo alle ore 21,30, al Centro Culturale San Secondo Via Carducci 22/24 ad Asti (primo piano, sala Ruscalla). Per informazioni, telefonare allo 0142.71319 oppure al 333.1014417.

ti, i quali studiarono sostanze vegetali, minerali e animali per prolungare la vita umana, guarire tutte le malattie, potenziare lo spirito.
Per curare il corpo ci viene in aiuto il regno vegetale: tantissime sono le piante medicinali a nostra disposizione, ognuna con la sua dominante astrale che indica i tempi utili per la preparazione e l’utilizzo. Sono utili supporti terapeutici la musica, la respirazione, la ginnastica, l’uso del colore.
Cosa si intende per “Aura” e quali sono le sue caratteristiche? L’uomo e la donna sono dotati di corpi energetici? Il corpo fisico, l’anima e lo spirito attraverso quali veicoli si esprimono? Saranno questi alcuni degli argomenti che verranno trattati nella conferenza “I COLORI DELL’AURA” che si terrà mercoledì 11 giugno alle ore 21,30 presso la Sede della Sezione di Casale Monferrato dell’Associazione Archeosofica in via Paleologi, 24.
cromatico a seconda dei sentimenti, dei pensieri e delle emozioni provate dal soggetto in esame. Se ne deduce quindi la possibilità di cambiamento e trasformazione, in bene come in male, secondo lo stile di vita ma soprattutto secondo l’adesione interiore ad un modello di perfezione (il Cristo) o di “perdizione” (l’uomo).
“Scienza del respiro”, l’influsso dei movimenti astrali, l’azione dei metalli, l’importanza di una corretta alimentazione, l’azione esercitata dai colori, dai profumi e l’utilizzazione dei minerali e delle piante medicinali in virtù delle loro proprietà di aiutare l’organismo a liberarsi dalla morsa delle malattie. Molti disturbi psicosomatici derivano da uno squilibrio dell’attività dei “Centri di Forza”, che si riflette sul malfunzionamento delle ghiandole a secrezione interna; è possibile tuttavia riacquistare la salute del corpo e dell’anima con esercizi mirati di cui la società moderna ha in gran parte perduto la conoscenza ma che erano
A partire da mercoledì 28 maggio inizierà nella Sede di via Paleologi, 24 a Casale Monferrato, un nuovo ciclo di incontri ad ingresso libero dal titolo