IL LIBRO CRISTIANO DEI MORTI: IL DESTINO DELL’ANIMA

Sabato 21 marzo alle ore 17.00, presso la sede di via Paleologi 24 a Casale Monferrato, si terrà la conferenza ad ingresso libero dal titolo “IL LIBRO CRISTIANO DEI MORTI: IL DESTINO DELL’ANIMA”, nuovo appuntamento del ciclo “Alle frontiere dell’al di là”.
Dopo aver conosciuto nei precedenti incontri due testi molto antichi, il Libro Egiziano dei Morti e il tibetano Bardo Thodol, sarà presentato un testo molto più recente che in qualche modo completa questa trilogia nella ricerca di comprendere quale sia il destino dell’anima dopo la morte fisica.
Fin dall’antichità, l’affascinante mistero della morte è stato oggetto di conoscenza nelle grandi tradizioni spirituali. I sacerdoti egizi e gli yogi tibetani hanno custodito nei geroglifici e nelle immagini sacre insegnamenti profondi, comprensibili solo a chi possedeva adeguata preparazione interiore. L’inconfutabile testimonianza delle loro esperienze è racchiusa in due testi chiave: il Libro Egiziano dei Morti e il Libro Tibetano dei Morti.
Con il Libro Cristiano dei Morti, scritto da Tommaso Palamidessi, si apre invece una visione chiara e completa dei passaggi che l’anima affronta nel trapasso e nell’aldilà. L’autore indica come “tener desta l’anima che potrebbe cedere al sonno della morte”, offrendo una guida teorica e pratica per orientarsi nei mondi soprasensibili. Lo “stato crepuscolare”, l’incontro con la Luce, la visione dello specchio e il sonno riparatore sono alcune delle fasi che verranno approfondite durante l’incontro.

ALLE FRONTIERE DELL'AL DI LA'
Un ciclo di conferenze per esplorare l’invisibile attraverso i principali testi della Tradizione

📍 Presso: via Paleologi, 24 – Casale Monferrato AL
📞 Per info: +39.338.4092394
✉️ Email: info.casalemonferrato@boxletter.net
Sito: https://archeosofiacasalemonferrato.org

IL BARDO THODOL: L’ANTICA TRADIZIONE SPIRITUALE TIBETANA

Sabato 14 marzo alle ore 17.00, presso la sede di via Paleologi 24 a Casale Monferrato, si terrà la conferenza ad ingresso libero dal titolo “IL BARDO THODOL: L’ANTICA TRADIZIONE SPIRITUALE TIBETANA”, appuntamento del ciclo “Alle frontiere dell’al di là”.
Il Bardo Thödol, il Libro tibetano dei morti, è un magnifico esempio di un’antichissima Tradizione spirituale ancora attuale e accessibile in tutta la sua straordinaria ricchezza.
Il testo contiene una brillante sintesi della dottrina tibetana e una delle descrizioni più dettagliate del viaggio che l’anima intraprende nell’aldilà. È un inno alla vita attraverso la comprensione della morte.
La chiave di lettura va individuata nella parola “bardo”, che significa letteralmente “tra due”: uno stato intermedio, transitorio. Il pensiero tibetano sulla morte è un toccante invito a utilizzare ogni momento dell’esistenza per realizzare la trasformazione interiore.
Durante l’incontro analizzeremo le soluzioni e le tecniche individuate dai maestri tibetani per mantenerci svegli e coscienti nel momento del trapasso. Scopriremo come riconoscere gli ostacoli che ci separano dalla visione della Chiara Luce e approfondiremo il rituale speciale per accompagnare e proteggere l’anima dalle insidie dell’aldilà.

ALLE FRONTIERE DELL'AL DI LA'
Un ciclo di conferenze per esplorare l’invisibile attraverso i principali testi della Tradizione

📍 Presso: via Paleologi, 24 – Casale Monferrato AL
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ALLE FRONTIERE DELL’AL DI LA’

“Cosa c’è oltre la vita terrena?” È l’interrogativo che accompagna l’umanità da millenni, spingendo le più grandi civiltà a cercare risposte oltre il visibile. Per esplorare questo tema affascinante, la Sezione di Casale Monferrato dell’Associazione Archeosofica, presenta un nuovo progetto culturale ad ingresso libero, dal titolo “Alle Frontiere dell’Aldilà”, ospitato presso la Sezione di via Paleologi, 24.
A partire da sabato 7 marzo, cinque incontri accompagneranno il pubblico alla scoperta di antiche “mappe” lasciate dai saggi del passato: testi sacri e sapienziali concepiti per orientarsi nel destino dell’anima.
Non si tratta solo di storia, ma di un’indagine profonda che tocca la coscienza e la struttura energetica dell’essere umano. Con un linguaggio accessibile a tutti, il percorso analizza come diverse tradizioni (egiziana, tibetana e cristiana) abbiano affrontato il tema della morte non come fine, ma come passaggio e trasformazione.

Gli incontri si terranno ogni sabato pomeriggio alle ore 17.00, secondo il seguente calendario:

  • 7 marzo: “IL LIBRO EGIZIANO DEI MORTI”. Un viaggio tra i simboli e la scienza sacra del Nilo. Torneremo indietro di millenni per analizzare il “Libro dell’uscita al giorno”, un compendio di formule magiche per guidare il defunto nel difficile viaggio per superare le prove del viaggio notturno e raggiungere la luce dell’immortalità.
  • 14 marzo: “IL LIBRO TIBETANO DEI MORTI (BARDO THÖDOL)”. Secondo la concezione tibetana, la vita è una preparazione all’istante del trapasso, scopriremo come la tradizione tibetana insegna a mantenere la lucidità nei momenti di passaggio, con l’obiettivo finale di riconoscere la “Chiara Luce” della coscienza pura.
  • 21 marzo: “IL LIBRO CRISTIANO DEI MORTI”. Un’opera moderna che getta luce sul destino dell’anima e chiarisce ciò che nei precedenti testi era rimasto di difficile comprensione: un’opera che si propone di svelare ciò che prima era nascosto, offrendo una mappa chiara per comprendere il destino dell’anima nell’al di là, con nuova consapevolezza.
  • 28 marzo: “OLTRE IL CORPO, LA NOSTRA STRUTTURA ENERGETICA”. Come è possibile vivere nei mondi metafisici? Esamineremo l’ipotesi dell’anima e la costituzione invisibile dell’uomo, composta non solo dal corpo fisico ma anche da altri veicoli di natura energetica.
  • 11 aprile: “TESTIMONIANZE DALL’AL DI LÀ”. Casi celebri e interrogativi sullo spiritismo e sulla possibilità di comunicare con l’aldilà.

ALLE FRONTIERE DELL'AL DI LA'

Un ciclo di conferenze per esplorare l’invisibile attraverso i principali testi della Tradizione

📍 Presso: via Paleologi, 24 – Casale Monferrato AL
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REINCARNAZIONE, KARMA E VITE PASSATE

ruota_reincarnazione

Ruota della reincarnazione – Baodingshan, Dazu, Cina

L’anima esiste? Sopravvive alla morte fisica? La reincarnazione ci insegna che la morte non rappresenta la fine della vita, ma costituisce per gli individui una trasformazione, una nuova destinazione per l’anima. Diversi testi religiosi tra cui la Bhagavad-gita, il Papiro egizio di Anana e il Bardo Thodol, conosciuto in occidente come “IL LIBRO TIBETANO DEI MORTI”, parlano del ritorno ciclico dell’anima nei corpi. Oltre alle religioni tra cui l’indiana, la buddista e il taoismo, che contano complessivamente quasi due miliardi di fedeli al mondo, di reincarnazione ne parlarono anche grandi filosofi della Grecia antica tra cui Pitagora, Socrate, Platone, Plotino, Empedocle che la sostennero, esprimendo il proprio pensiero sulla morte e il ritorno ciclico nei corpi.

Origene

Origene

Tra i primi Padri della Chiesa, Origene, teologo e scrittore cristiano di altissimo valore e acume spirituale, che nacque ad Alessandria d’Egitto nel 185 d.C. e morì a Tiro nel 254 d.C dopo aver subito la tremenda persecuzione anticristiana dell’imperatore romano Decio, scrisse nella sua Opera magistrale De Principiis, commentando l’epistola di S.Paolo agli Efesini (1, 4-5): “L’anima non ha principio né fine. Ogni anima entra in questo mondo fortificata dalle vittorie, oppure indebolita dai difetti della vita precedente…. Il suo operato in questo mondo determina il posto che avrà nel mondo successivo.”.  Nel Contra Celsum (1, XXXII), egli scrive: “Non è razionale che le anime debbano essere introdotte in corpi secondo i loro meriti e azioni precedenti…?” .

In questo senso, la vita terrena rappresenta una sorta di preparazione, un banco di prova, per migliorare o peggiorare la propria condizione evolutiva il cui fine sarebbe il completare il ciclo di evoluzione spirituale.

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San Girolamo

Anche San Girolamo (320 – 420d.C.), traduttore della Bibbia chiamata Volgata, condivise il pensiero della trasmigrazione delle anime e concordò con Origene sul commento al passo di San Paolo agli Efesini: “Per divina dimora credo si debba intendere un laddove dove abitavano le creature razionali… nella loro antica beatitudine… prima della loro discesa ad una più bassa condizione… Donde il Dio creatore fece per loro i corpi adatti alla loro umile condizione e creò questo mondo visibile e inviò nel mondo ministri per la loro salvezza” (XCIV Epistola ad Avito).
Nell’Epistola a Demetriade egli scrisse: “L’ordine delle cose è regolato dal governo provvidenziale che ha sotto di sè il mondo intero; alcune potenze precipitano da una posizione più elevata, altre gradualmente affondano nella Terra; alcune cadono volontariamente, altre sono precipitate in basso contro la loro volontà; alcune per spontaneo desiderio assumendosi il servizio di tendere una mano a coloro che cadono, altre venendo costrette per lungo tempo a perseverare nel compito che si sono assunte”. Poi, dopo aver chiaramente evidenziato il suo pensiero in alcune epistole, Girolamo voltò le spalle ad Origene ed ai suoi discepoli.

Se la legge dell’Evoluzione può essere intesa come il lento processo di trasformazione della materia e della coscienza verso stati sempre più perfetti, tendendo ad un modello di perfezione divina, le leggi della Reincarnazione e della Giustizia Universale, ne rappresentano la sua attuazione nel mondo tramite il ritorno ciclico dell’anima in un nuovo corpo ovvero un nuovo veicolo che consente di proseguire l’evoluzione dell’individuo. Strettamente collegate ad esse vi è la così detta legge del Karma, conosciuta e affermatasi in religioni, filosofie e culture orientali, in special modo l’indiana.

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Dante Alighieri

Il Karma viene concepito come una legge regolatrice di causa ed effetto per cui ad ogni causa corrisponderà un effetto e ogni effetto si rende origine di una nuova causa su ogni piano: il fisico, l’istintivo, l’emozionale, il mentale, lo spirituale. La legge del Karma, similmente alla legge di gravitazione o ogni altra legge naturale, opera, lavora precisamente nel cosmo e nello specifico attua un processo di regolazione del dare e avere fra gli uomini, la natura e fra questi e Dio. Essa venne citata anche in occidente da diversi importanti autori tra cui ricordiamo Dante Alighieri e Seneca, che utilizzarono il vocabolo “Contrappasso” per riferirsi ad essa.

Si può credere o meno alla reincarnazione, ma la possibilità che la vita si estenda oltre l’ultimo respiro è una concezione trattata ampiamente da libri, riviste, trasmissioni televisive, eccetera. Vi sono rilevanti testimonianze che superano di gran lunga lo scetticismo e la possibilità di allucinazione. Oltre alle prove tradizionali e scritturali, anche studiosi e ricercatori dei nostri tempi hanno raccolto non poca documentazione, in particolare di bambini che hanno manifestato ricordi esatti di luoghi, nomi, date ed eventi, fornendo una prova oggettiva del loro ritorno in un nuovo corpo.

buddha_secondaE’ quotidianamente verificabile che ognuno di noi ha difficoltà nel ricordare nei minimi dettagli i piccoli eventi che ci accadono, almeno non a livello conscio sebbene i ricordi vengano registrati dentro di noi in quella parte dell’anima chiamata Ego e più precisamente in un corpo sottile, chiamato “Causale”,  e strettamente legato all’anima del legittimo proprietario. Questo è il registratore di tutti i nostri ricordi più salienti e per accedere alle registrazioni, alle immagini di una vita passata occorre occorre ristabilire un ponte fra la nuova memoria fisica e questo “Corpo Causale”.
Perché ricordare le vite passate e per quale motivo vi sono persone che ricordano e altre che non le ricordano? Quali sono i metodi migliori per ottenere il ricordo delle vite precedenti? Cercheremo delle risposte a queste domande, anche con l’aiuto di alcune testimonianze, giovedì 5 marzo alle ore 21,30, al Centro Culturale San Secondo Via Carducci 22/24 ad Asti (primo piano, sala Ruscalla). Per informazioni, telefonare allo 0142.71319 oppure al 333.1014417.