Se l’umana necessità d’investigare i confini della morte è antica, quanto è antico l’uomo, è fuor di dubbio il vivo interesse e l’attualità delle tematiche proposte dall’Associazione Archeosofica, con il ciclo: INDAGINI EXTRASENSORIALI, approccio scientifico al problema della morte.
Gli incontri avranno il fine di mostrare i risultati di studi e di ricerche, sommati agli esiti della personale sperimentazione che ha visto protagonista un gruppo di sedici persone, dislocate in varie regioni di’Italia, ma unite da un’ unica reale passione. Sulle tracce degli studi d’Archeosofia, gli sperimentatori si sono soffermati principalmente su tre differenti prove:
1.La bilocazione o sdoppiamento della nostra parte immortale da quella mortale.
2.Il ricordo delle vite passate.
3.La medianità ultrafanica, per l’utilizzazione dei messaggi dell’Aldilà.
Il carattere personale di questa sperimentazione è quindi il tratto distintivo di questi studi, che certamente potrebbero destare meraviglia ed interesse a chi fosse entrato a contatto con il mondo dell’aldilà per attitudini spontanee o volontariamente ricercate.
A partire da sabato 28 ottobre alle ore 17.00 in via Paleologi, 24 a Casale Monferrato, inizierà un ciclo dal titolo “INDAGINI EXTRASENSORIALI” di 8 conferenze ad ingresso libero, che esporranno ricerche svolte secondo un approccio scientifico al problema della morte, secondo il seguente calendario. Per informazioni, telefono 0142.71319 e 338.4092394.


one che svolgiamo incosciamente in ogni attimo della nostra vita. In particolare venne svolto un interessante esperimento per capire meglio le eventuali correlazioni tra emozioni, espressioni e ritmi respiratori. In questo studio vi parteciparono diverse donne tra le quali era presente un’attrice capace di far corrispondere le sue espressioni del viso e del corpo, la sua gestualità a determinati sentimenti: avrebbe dovuto interpretare un momento di gioia piuttosto che uno d’ansia, un momento di timore piuttosto che uno di affetto. Alle altre donne fu richiesto semplicemente di imitare le espressioni del viso e del corpo dell’attrice: come per una sorta di induzione, riproducendo lo stesso atteggiamento corporeo e l’espressione del viso, vennero prodotti analoghi sentimenti che andarono a modificare quasi immediatamente il ritmo respiratorio, per cui 